Anche Sel fuori dalla giunta Marino. Gasparri: «Gabrielli sciolga il comune»

Il Campidoglio allo sbando. Dopo gli ennesimi addii in giunta anche Sel, adesso, dice basta a Ignazio Marino. A spiegare la posizione ci ha pensato Paolo Cento che di Sel è il coordinatore romano. Posizione emersa dopo una ennesima riunione. Fuori dalla giunta Marino, che si prepara al rimpasto. Ma siccome la paura del voto è tanta, anche per i duri e puri della sinistra capitolina, è stato convenuto che Sel garantirà l’appoggio esterno. “Continuiamo a servire Roma -ha spiegato Paolo Cento- le poltrone le lasciamo al governo monocolore del Pd che se ne dovrà assumere le responsabilità”. Insomma, né con Marino né apertamente contro. Una posizione intermedia, d’attesa ha aggiunto Cento: “Non siamo soddisfatti dell’incontro attualmente decidiamo di rimanere fuori dalla giunta e proporremo questa linea agli organi dirigenti del partito”. Che Marino debba invece fare subito i bagagli e andarsene via l’ha invece ribadito con forza il senatore di Fi Maurizio Gasparri: “Rivolgo un pubblico appello al prefetto Gabrielli che difende, al di là dell’evidenza, il Comune di Roma che invece andrebbe sciolto per infiltrazione mafiosa. Basta leggere il principale quotidiano romano, a pagina 3, per scoprire ad esempio le valutazioni della Commissione di accesso prefettizia su Mirko Coratti, già presidente del Consiglio comunale finito agli arresti. Nella relazione si legge che Coratti avrebbe agito “forzando le prerogative della sua funzione per trasformare la funzione di controllo e di indirizzo del Consiglio comunale sull’esercizio del potere di indirizzo della Giunta su controllate come Ama in strumento di intervento diretto e personale sulla assegnazione dei lavori da parte dell’azienda”. Il senatore Gasparri, sottolinea nella  nota ulteriori criticità emerse per la giunta Marino: “Nella relazione si evidenziano poi altri gravi episodi avvenuti nel 2014, come la conferma di Fiscon a direttore generale dell’Ama. Fiscon è apparso il punto di riferimento dell’organizzazione criminale nella controllata, per la cui riconferma si è intervenuto su più esponenti del Consiglio comunale. Un risultato del quale Buzzi si vantò per sms. Se oggi insomma ci si indigna perché Roma è sporca bisogna andare indietro. Prendere atto che la relazione dei tre esponenti della prefettura è arrivata esattamente alla conclusione dello scioglimento che altri livelli dello Stato stanno invece negando”. “Perché il prefetto Gabrielli ha assunto questa posizione? Una posizione politica, scomoda, a mio avviso sbagliata e rischiosa perché il contenzioso si protrarrà e la relazione dei tre prefetti diventerà un elemento di accusa nei confronti di chi dovesse opporsi allo scioglimento”, conclude perciò Gasparri.