Scuola, verso il varo della riforma: proteste in piazza e necrologi sui licei

Necrologi davanti alle scuole romane e agli uffici del ministero dell’Istruzione, «in ricordo della scuola pubblica». Ad affiggerli, sbarrando anche gli ingressi degli istituti con del nastro di plastica, sono stati i militanti di Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, alla vigilia dell’approdo alla Camera del ddl Buona scuola per il varo definitivo.

La scuola in piazza a Montecitorio

A Montecitorio, nel pomeriggio, si sono dati appuntamento per una nuova manifestazione i sindacati della scuola e numerose associazioni e coordinamenti di professori e studenti. Non ci sono dubbi sul fatto che la riforma sarà approvata, ma dopo «potrebbe esserci Mattarella, potrebbe esserci il referendum, potrebbero esserci gli scioperi già a partire da settembre», hanno fatto sapere i promotori della protesta, spiegando che la loro presenza in piazza è per «dire che non è finita neanche per niente».

Gioventù nazionale avverte Renzi: le proteste continuano

Stessa posizione anche per Gioventù nazionale, per la quale «se Renzi e il suo governo pensano di cavarsela ancora una volta con un atto di prepotenza, si sbagliano: noi continueremo a combattere per riacquistare la dignità che il mondo scolastico merita». «Saremo il loro incubo», è l’avvertimento dei giovani militanti di Fratelli d’Italia, che si sono soffermati anche la tempistica “sospetta” dell’approvazione della riforma. «Siamo a luglio, le scuole sono chiuse e gli studenti in vacanza, ma guarda caso proprio adesso viene deciso di approvare la riforma della scuola, forse con l’illusione di passare in sordina e di aggirare le proteste», hanno detto gli esponenti di Gioventù nazionale, aggiungendo che «vorremmo che il ministro Giannini ci spiegasse come mai ha presentato una riforma che non tratta, né tantomeno si preoccupa, di coloro che rappresentano l’anima della scuola e il futuro, ovvero gli studenti».