Salvini attacca: «Uscita concordata dall’euro. E rivedere tutti i trattati»

Una uscita concordata dall’euro, che è una moneta sbagliata. La necessità di rivedere tutti i trattati. E giù le mani dalle pensioni degli italiani. Matteo Salvini partecipa davanti a Montecitorio al sit-in dei suoi parlamentari contro il ddl sulle pensioni e non si lascia sfuggire l’occasione per attaccare Matteo Renzi e per dire la sua sulla Grecia. Innanzitutto l’euro, la moneta che sta portando alla debacle gli ellenici. “Propongo – spiega Salvini – l’uscita concordata e coordinata da una moneta sbagliata, fallimentare e criminale. L’uscita solitaria ha dei rischi. Rispetto alla morte certa – verso cui l’Italia sta andando incontro insieme a Grecia, Francia, Spagna, perfino la Finlandia – dobbiamo superare l’euro e rivedere tutti i trattati per abbattere e ricostruire una Europa più ristretta e con monete più giuste. Da Maastricht a Schengen, a Dublino dobbiamo cambiarli tutti. E questo si può fare già la settimana prossima”. Ed ecco perciò che il pensiero corre ai greci e a queste ore difficili che sta vivendo Atene: “Faccio gli auguri al popolo greco affinché con passione e orgoglio rivendichi la sua libertà e dia lezioni di democrazia in tutta Europa. Se fossi greco, voterei no” dice Salvini sottolineando che “L’Italia non è la Grecia” ma rilevando anche che “Non vorrei fare la stessa fine con la gente che ritira 60 euro al bancomat. Prima ci rendiamo conto che questa Europa è sbagliata meglio è”.

Rivedere i trattati. E no alla Fornero

Ed ecco il problema pensioni. L’affondo di Salvini contro la legge Fornero è, come sempre, durissimo e circostanziato: “Renzi da un anno e mezzo dorme su una delle leggi più infami approvate dal Parlamento, la legge Fornero. Ci sono tantissime proposte per superarla, migliorarla, cancellarla anche della sinistra ma Renzi preferisce occuparsi di altro, ora passa ai matrimonio gay”. “Abbiamo presentato ricorso – sottolinea il leader della Lega – alla Corte di Giustizia europea contro legge Fornero, blocco delle rivalutazioni e l’elemosina che il fenomeno di Firenze sta elargendo a qualcuno, neanche a tutti, per agosto”. L’ultima stoccata, inevitabilmente, Salvini la riserva al presidente del Consiglio: “Renzi non ci capisce un accidente in economia e in politica estera, ed è circondato da consulenti che ci capiscono meno di lui. Renzi è passato dal piano A a quello B, poi C, poi piano D e piano E. La sostanza è che su immigrazione, tasse e disoccupazione non ne sta azzeccando una. Prima va a casa, meglio è”.