La Roma di Marino: autista posta un video e viene sospeso dall’Atac

Siamo tutti Christian Rosso, siamo tutti Christian Rosso”. Questi i cori che si sono levati da piazza del Campidoglio durante una manifestazione di autisti organizzata da Cambiamenti M410, il sindacato di Micaela Quintavalle. La vicenda del video-denuncia postato su internet dal giovane autista, si è così collegata alla manifestazione indetta per protestare e per cercare di spiegare i motivi del degrado Atac ai cittadini romani. Uno striscione recitava: “Autoferrotravieri oggi più di ieri…uniti e fieri”. “Bloccamo Roma, la bloccamo!”, ha urlato un manifestante in romanesco.  “Atac mi ha sospeso a tempo indeterminato perché ho pubblicato in un video i veri motivi per cui gli autobus non passano: perché non ci sono mezzi per circolare, non per colpa dei lavoratori”. Ha annunciato Christian Rosso, autista dell’Atac che nei giorni scorsi aveva postato un video denuncia che ha fatto il giro del web. Christian ha partecipato alla manifestazione di autisti in piazza del Campidoglio. Al suo annuncio è esplosa la rabbia dei colleghi che gli hanno espresso solidarietà. Solidarietà che ha consigliato il neo assessore Esposito di chiedere ai vertici Atac di ripensarci, proprio mentre il Sindaco Marino sosteneva che non è un problema suo e che “chi sbaglia deve pagare”. Infine la denuncia e la preoccupazione dei dipendenti Atac per il futuro dell’azienda trasporti capitolina. Preoccupazione per una possibile privatizzazione che sarebbe nella mente del Sindaco. «Ieri il neo assessore Esposito ha detto che si prenderà tre mesi di tempo, ma tre mesi non ci sono – hanno gridato i lavoratori al megafono – Vogliono dare Atac in pasto ai privati dopo averci fatto firmare un accordo vergognoso ma che prevedeva la permanenza di Atac in house fino al 2019: il trasporto è un servizio pubblico e ha bisogno di rimanere tale». I dipendenti Atac hanno perciò chiesto un tavolo con l’amministrazione: «Il nostro obiettivo è che il servizio rimanga pubblico, Marino scenda e venga a parlare con noi lavoratori e utenti o riceva una delegazione, perché se è in buona fede è disinformato». Ecco, appunto. La domanda è: Marino e la sua giunta sono in buona fede?