“Roma va commissariata per mafia”. Parola della Commissione d’accesso

Gli esiti delle ispezioni documentano come Mafia Capitale, anche sotto l’attuale giunta, sia riuscita ad infiltrare l’ente locale, assoggettandone le funzioni ai propri interessi: «(…) la Commissione sviluppa una ricostruzione del quadro normativo di riferimento e dei principali orientamenti espressi dalla giurisprudenza circa la natura dello scioglimento delle assemblee elettive dei Consigli Comunali e Provinciali per infiltrazioni mafiose (…). Il Collegio ricorda come la misura dissolutoria rivesta un carattere straordinario, implicando una deroga ai principi di democraticitàe di autonomia che caratterizzano nel nostro ordinamento il sistema degli enti locali. Essa, quindi si giustifica in presenza di situazioni anch’esse straordinarie, consistenti in una situazione di collusione, anche indiretta, tra gli amministratori dell’ente, tale da rendere pregiudizievole perla collettività il loro permanere in carica. Ciò in quanto essi, anche a prescindere dall’accertamento di responsabilità individuali, si sono dimostrati incapaci di garantire unagestione della cosa pubblica scevra da anomale interferenze e rispettosa dei principi di legalità».

“Roma è mafiosa”, dice la Commissione d’accesso

«Mafia Capitale si avvale, infatti, del metodo mafioso, ovvero sia della forza intimidatrice del vincolo mafioso, per il conseguimento dei suoi scopi, modulando i propri modi operandi a seconda del contesto in cui agisce. Essa, infatti, non esita a ricorrere alle forme di pressione violenta quando agisce nel perimetro criminale “tradizionale”, mentre nell’intessere rapporti con il mondo dell’imprenditoria, delle istituzioni e della politica, agisce dipreferenzacongli strumenti dellacorruzione (…). Con specifico riguardo alla situazione di Roma Capitale, la Commissione evidenza, inoltre, come il sodalizio abbia dimostrato la capacità di adeguarsi al nuovo contesto politico nel momento in cui alla giunta Alemanno è subentrata la giunta Marino di diverso colore politico riuscendo in breve ad ottenere significativi vantaggi».

Con Marino, Mafia Capitale ha aumentato i suoi vantaggi

«In questo senso, il Collegio osserva che le risultanze emerse dall’attività ispettiva documentano come Mafia Capitale, anche sotto l’attuale giunta, sia riuscita ad infiltrare l’ente locale, assoggettandone le funzioni ai propri interessi, grazie ad amministratori corrotti e alle influenze esercitate da Carminati e Buzzi. Il condizionamento si è realizzato secondo schemi e copioni non intaccati dal cambio di amministrazione determinato dalla giunta ed avrebbe portato non solo a determinare l’esito di procedure di appalto, ma anche orientando le scelte di vertici di società partecipate da Roma Capitale.