La rivincita di Jean-Marie Le Pen sulla figlia. Resterà presidente onorario del Fn

Vittoria giudiziaria di Jean-Marie Le Pen contro la figlia Marine. Il vecchio patriarca e fondatore del Front national si è preso un’altra rivincita sull’erede, saldamente alla guida del partito e sempre più decisa a dare segnali di discontinuità con il passato. La corte d’appello di Versailles, infatti, ha dato ragione a Jean-Marie a proposito della querelle sull’abolizione nello statuto del partito della carica di presidente onorario, ruolo che riveste appunto l’anziano leader del Fn.

La vittoria del patriarca Le Pen

Al centro del contenzioso le modalità che hanno condotto al via libera alla cancellazione dello status di presidente onorario. In particolare i giudici hanno ritenuto che il voto via internet con cui i militanti si sono espressi nelle scorse settimane a favore dell’abolizione dell’incarico fosse illegale. Per i magistrati la riforma degli statuti non può essere fatta attraverso uno scrutinio virtuale via internet ma solo attraverso la convocazione di un congresso “’fisico”’.

Una guerra di nervi

Tra padre e figlia la guerra politica sembra non placarsi mai, ma una cosa è certa: l’ultima battaglia l’ha vinta Jean-Marie. I sostenitori del vecchio leader accusano la figlia Marine di aver utilizzato l’espediente del voto online per sbarazzarsi politicamente del padre, già condannato più volte per le sue uscite di connotazione razzista e antisemita.  Non è la prima  volta che padre e figlia si scontrano duramente. Tra gli episodi più clamorosi la sospensione dell’anziano leader dal movimento, annunciata alcuni mesi fa Marine, con l’accusa di non rispecchiare le linee del movimento. Un’estromissione, di fatto il divieto di parlare a nome del partito, alla quale il patriarca aveva risposto con altrettanta durezza. Anche in quel caso il provvedimento, preso dall’esecutivo del Front national, è stato impugnato da Jean-Marie con esito positivo. Il tribunale civile di Nanterre, infatti, ha deciso il reintegro del fondatore del partito, comrpesa la carica di presidente onorario.