Renzi e i veleni su Letta: «È un incapace, meglio se lo mandiamo al Quirinale…»

«Mettersi a discutere per buttare all’aria tutto, secondo me alla lunga sarebbe meglio per il paese, perché lui è proprio incapace, il nostro amico, però…». A telefono c’è Matteo Renzi, dall’altra parte il generale della Finanza Michele Adinolfi. L”incapace” è Enrico Letta, che da lì a poco sarebbe stato fatto fuori da Renzi per scalare Palazzo Chigi. Dalle carte dell’indagine di Napoli sulla Cpl Concordia – come rivela il Fatto Quotidiano – emerge una telefonata datata 11 gennaio 2014 tra l’attuale premier e l’allora comandante interregionale della Guardia di Finanza (a quei tempi indagato per una sospetta fuga di notizie), in cui Renzi svela al suo interlocutore le strategie per “spodestare” da primo ministro Enrico Letta. E nella discussione spunta un’ipotesi surreale: siccome Letta non è capace, lo possiamo mandare al Colle…

La telefonata di Renzi

Renzi: «Lui non è capace, non è cattivo, non è proprio capace. E quindi… però l’alternativa è governarlo da fuori…». Adinolfi: «Secondo me il taglio del Presidente della Repubblica». Renzi: «Lui sarebbe perfetto, gliel’ho anche detto ieri». Adinolfi: «E allora?». Renzi: «L’unico problema è che … bisogna aspettare agosto del 2016. Quell’altro non c’arriva, capito? Me l’ha già detto. Quell’altro nel 2015 vuole andar via e … Michele mi sa che bisogna fare quelli che… che la prendono nel culo personalmente… poi vediamo magari mettiamo qualcuno di questi ragazzi dentro nella squadra… a sminestrare un po’ di roba…». Dalle carte dell’inchiesta emergono anche delle conversazioni tra l’entourage di Renzi e lo stesso Adinolfi sul ruolo del figlio di Napolitano, Giulio, definito “potentissimo” e in grado di influenzare le vicende politiche nazionali.