Campania, sospesa la sospensione. De Luca torna governatore

La telenovela è finita. Vincenzo De Luca incassa la tanto sospirata sospensiva della sospensione e può finalmente fare il suo temporaneo ingresso a Palazzo S.Lucia, sede della regione Campania, cui era stato destinato per mandato popolare il 31 maggio scorso. Sul suo capo, però, pendeva (e tuttora pende) la mannaia della legge Severino, nei cui controversi effetti è incorso a seguito di una condanna subita in primo grado per abuso d’ufficio.

Il Tribunale di Napoli si esprimerà nel merito il 17 luglio

A rimetterlo in sella, dopo esserne stato disarcionato dal decreto di sospensione firmato dal premier Renzi, è stato la prima sezione civile del Tribunale di Napoli presieduta da Guglielmo Cioffi che, a sua volta, ha sospeso la sospensione accogliendo il ricorso urgente presentato dal neo governatore in perfetta coerenza con quanto già recentemente disposto per il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. In virtù di tale decisione, De Luca potrà ora partecipare alla prima seduta del Consiglio regionale, convocato la scorsa settimana e poi precipitosamente rinviato sine die tra roventi polemiche, e potrà soprattutto nominare la nuova giunta. Proprio quest’ultimo è infatti l’atto più importante poiché consente a De Luca di nominare il proprio vice, cioè colui il quale reggerà concretamente le redini della Campania almeno fino a quando – probabilmente il 20 ottobre prossimo – sulla legge Severino non si esprimerà la Consulta, chiamata a verificarne l’aderenza ai precetti costituzionali.

La Carfagna: «Stessa decisione con un forzista al posto di De Luca?»

E non è tutto dal momento che il Tribunale dovrà poi decidere nel merito della vicenda. Lo farà il 17 luglio attraverso l’udienza collegiale per la conferma, la modifica o la revoca dell decreto di sospensiva. Sul fronte politico, a manifestare perplessità in merito alla decisione del Tribunale di Napoli è Mara Carfagna, portavoce nazionale di Forza Italia e salernitana come De Luca. «La legge è uguale per tutti. O almeno dovrebbe esserlo in teoria», è il commento della parlamentare che non manca di porsi un interrogativo «inquietante»: «Se al posto dell’ex-sindaco di Salerno ci fosse stato un esponente del centrodestra la decisione sarebbe stata la stessa e sarebbe arrivata con la medesima velocità?». Interrogativo del tutto legittimo visto che «purtroppo siamo abituati a vedere trattamenti diversi a secondo delle appartenenze politiche».