Progettavano attentati in Italia: smantellata una cellula qaedista

Progettavano attentati in Italia: per questo due maghrebini sono stati arrestati all’alba dai carabinieri del Ros con l’accusa di terrorismo internazionale. Un terzo indagato risulta invbece già in carcere in Marocco per reati di terrorismo. Al centro delle indagini della procura di Roma una cellula di matrice qaedista.

Progettavano attentati in Italia: arrestati 2 maghrebini

Di più: la presunta cellula terroristica finita nel mirino dei carabinieri del Ros è risultata dedita al proselitismo, all’indottrinamento e all’addestramento di terroristi da seminare e attivare sul territorio nazionale attraverso un sito internet creato e gestito dagli stessi indagati. La cellula terroristica smantellata dai carabinieri del Ros con il fermo di due maghrebini e con un terzo indagato ma già in carcere, «si proponeva» infatti  – sottolineano gli investigatori – «la pianificazione ed esecuzione di atti terroristici in Italia e in Nord Africa». Un’operazione questa che ha smantellato una cellula tutt’altro che dormiente, che ha sventato il rischio di attentati in Italia. Un pericolo che in questi giorni, dopo la strage di Tunisi, ha alzato il livello di guardia di molti paesi europei, tra cui il nostro, e che ha già motivato nel recente passato la collaborazione tra servizi d’intelligence con altri paesi, dando proficui risvolti. E allora, durante le indagini, la cooperazione con le autorità marocchine ha anche consentito di sventare, nel 2012, un attentato terroristico al Mawazzine Festival di Rabat.

Egitto, l’attacco jihadista ai ceck-point

Ma il fronte clado del rischio di attentati terroristici si estende su vasta scala: in Egitto cinque check-point militari nel nord del Sinai sono stati attaccati nelle prime ore del mattino da gruppi armati filo-Isis nel nord del Sinai ad alcuni check-point, tra cui quello a Rafah. In base a quanto risulta al momento, riferito da fonti militari, sarebbero una trentina, tra morti e feriti, i soldati rimasti coinvolti nella potente esplosione di un’autobomba ad un check-point a sud di Sheikh Zuwayed, nel nord del Sinai. Informazioni sommarie che, nella drammaticità della situazione precisano anche che dopo gli attacchi sono seguiti scontri armati tra i jihadisti e i militari. Alcuni caccia F-16 contimuano a sorvolare l’area: alcune fonti egiziane, stando ad Al Jazeera, aggiungono infatti che oltre agli attentati esplosivi che hannp causato la morte di decine di militari, alcuni soldati sarebbero inoltre stati rapiti dai jihadistiin azione. «Ventidue terroristi sono stati uccisi dai militari nel corso dei violenti scontri nel nord del Sinai», riferisce intanto il portavoce militare Mohamed Samir sulla sua pagina Facebook, aggiungendo che una “settantina di uomini armati hanno sferrato nelle prime ore del mattino cinque attacchi simultanei” contro alcuni check-point. La stessa fonte precisa che tra le “fila dei soldati ci sarebbero una decina di morti”. Distrutte tre vetture Land Cruise dei terroristi a bordo delle quali erano stati piazzati dei missili e dei lancia granate.