Principe saudita per il Ramadan dona 32 miliardi in beneficenza

Il miliardario principe saudita Alwaleed bin Talal ha annunciato che donerà la sua intera fortuna, 32 miliardi di dollari, in beneficenza. Lo riferisce la Bbc. Alwaleed, 60 anni, uno degli uomini più ricchi del mondo (il 34esimo della lista di Forbes), ha detto di essersi ispirato alla Gates Foundation, nata da Bill e Melinda Gates nel 1997. Il suo enorme patrimonio servirà tra le altre cose a «favorire l’incontro e la comprensione tra le diverse culture, alla crescita delle donne, e creare un mondo più tollerante», ha detto. Il denaro andrà direttamente alla sua organizzazione di beneficenza, a cui ha già dato 3,5 miliardi. Il resto lo donerà nell’arco di diversi anni. Il principe, che non detiene una posizione ufficiale nel governo saudita, è il presidente della società di investimento Kingdom Holding Company, che possiede partecipazioni negli hotel Four Seasons, Fairmont e Raffles, così come il News Corp, Citigroup, Twitter e Apple. Il suo annuncio è arrivato durante il mese del Ramadan, in cui i musulmani sono invitati a fare la carità e ad aiutare i bisognosi.

Il ramadan e il precetto della beneficenza

Il precetto di fare beneficenza durante il Ramadan ha causato in passato anche involontarie e imprevedibili tragiche conseguenze. Clamoroso, in tal senso, quanto accaduto nell’ottobre del 2005 quando sette persone sono morte e oltre quaranta sono rimaste ferite vicino alla Grande Moschea, alla Mecca. Le vittime erano state calpestate dalla folla che correva per ricevere della beneficenza in denaro distribuita da un uomo che voleva compiere un atto di carità nell’ultima settimana del Ramadan. Un analogo e altrettanto tragico incidente si è verificato nell’estate del 2009, a Karachi, in Pakistan dove la distribuzione in beneficenza di alcuni quintali di farina aveva provocato nella calca la morte di 20 donne e bambine e il ferimento di una trentina di persone. Il commerciante che aveva disposto la distribuzione gratuita della farina era stato arrestato.