«Prenda il taxi o vada piedi». A Londra strigliano il Boldrini britannico

Il presidente della Camera dei Comuni britannica, John Bercow, è finito al centro di uno “scandalo rimborsi” a Londra per aver speso centinaia di sterline in auto con un autista privato invece di prendere un comune taxi o andare a piedi. Stando ai dati forniti in base al “Freedom of information Act“, la legge britannica sulla trasparenza nella pubblica amministrazione – e riportati da tutti i media britannici – Bercow avrebbe speso 172 sterline (circa 243 euro) per fare fare circa un chilometro. Un tragitto che in taxi ne costa al massimo 15. E poi avrebbe speso 367 sterline (circa 518 euro) di autista per farsi portare a Luton a tenere una conferenza proprio su come i parlamentari britannici stanno cercando di rifarsi una reputazione dopo i tanti scandali rimborsi degli ultimi anni. Non solo, per andare al funerale della Thatcher nel 2013 (un percorso di circa 1 km) avrebbe speso 158 sterline (220 euro) e per fare visita all’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, altre 524. L’elenco continua ed è lunghissimo: 1.300 sterline per andare al funerale di un deputato laburista, 367 per raggiungere un’università nel Bedfordshire (90 km da Londra), 144 per arrivare ad un evento a soli 2 km dal Parlamento.

Londra e quel paragone imbarazzante con Montecitorio

Nel Regno unito non è inusuale incontrare a spasso senza scorta, spesso anche sui mezzi pubblici, ministri e amministratori pubblici. Il sindaco di Londra Boris Johnson si sposta quotidianamente con la bicicletta e prende la metro quasi tutti i giorni.  In passato, Bercow era già finito nel mirino di media e associazioni dei consumatori per non aver badato a spese nelle sue missioni all’estero, compresi viaggi in Australia e Nuova Zelanda. Lo staff di Bercow si è difeso spiegando che in virtù del suo ruolo «di rappresentanza» il presidente della Camera «deve presenziare a molti eventi e quindi spesso è più semplice noleggiare un’auto con l’autista». In generale però, il suo ufficio sottolinea, «non viaggia mai in prima classe e scegli sempre hotel convenienti». La giustificazione non è bastata all’associazione di consumatori TaxPayers’ Alliance che ha definito le spese «un disgustoso spreco di denaro». Provate a immaginare se un computo del genere, altrettanto spietato e al centesimo, venisse fatto per gli spostamenti del nostro presidente della Camera, Laura Boldrini.