Svelate le sue trame segrete: ora Renzi vuole una legge contro le intercettazioni

L’intercettazione di Renzi sta creando più di qualche imbarazzo a Palazzo Chigi. Sembra che da quelle parti  stiano studiando ritocchi al codice penale per impedire che diventino di dominio pubblico conversazioni che non incidono sulle indagini. Nel caso di specie (la telefonata tra Renzi e il generale della Guardia di Finanza, Michele Adinolfi, all’inizio del 2014, con giudizi non proprio lusinghieri nei confronti del suo predecessore Enrico Letta, definito dall’attuale premier  “incapace”) l’inchiesta è stata addirittura archiviata. Anche se le cronache di questi giorni ci offrono uno spaccato delle lotte di potere all’interno della Guardia di Finanza alquanto inquietante. Lotte cui non sembrano affatto estranei personaggi politici di prim’ordine, tutti del circolo renziano e dintorni. Il bello è che in tutta questa sconcertante faccenda sembra che il contenuto dei colloqui passi in secondo piano.  Le intercettazioni,finite nelle carte dell’inchiesta sulla Cpl Concordia e pubblicate dal Fatto, hanno spinto la Cassazione ad aprire un fascicolo per verificare se esistono profili disciplinari a carico dei magistrati di Napoli che avrebbero tolto gli omissis e allegato agli atti quei colloqui.

Renzi, Nardella e il generale Adinolfi

La singolarità del caso, visti i precedenti, non affievolisce il tenore di quei dialoghi. E’ sorprendente il tono confidenziale con il quale Renzi, ancora sindaco di Firenze, si lascia andare a considerazioni sprezzanti nei confronti di Letta, facendo intendere che di lì a non molto ci sarebbero state sorprese per il governo , che lui nel frattempo stava ordendo di far saltare . Come pure – circostanza altrettanto sorprendente – è davvero “istruttiva” l’intercettazione ambientale nel ristorante Taverna Flavia , dove a tavola con Dario Nardella (oggi sindaco di Firenze al posto di Renzi, e con quest’ultimo in rapporti assai stretti)  il solito generale Adinolfi, di fronte ad altri commensali, svela l’esistenza di un ricatto al Capo dello Stato (“De Gennaro e Letta tengono per le palle Giorgio Napolitano per via del figlio Giulio”). Come definire questa miscellanea di frasi, condite con giudizi pesanti nei confronti di alte personalità delle istituzioni?  Semplici confidenze sfuggite dinanzi a un bicchiere di vino ? Oppure sono qualcosa di più rispetto a generiche illazioni ? Se vengono osservate con la lente di ingrandimento e contestualizzate, fanno emergere il profilo di una trama oscura costruita con abile regia, rilevanti acquiescenze e non poche complicità. Tutto per portare Renzi a Palazzo Chigi. Trame, appunto. Ecco di che razza è fatto il “nuovo” che avanza!