Pompei, soprintendente apre i cancelli chiusi dai sindacati: «Mi hanno dato del fascista»

Cancelli chiusi fino alle 10.30, quando il soprintendente Massimo Osanna li ha riaperti. Ieri gli Scavi di Pompei hanno riservato un’amara sorpresa ai turisti. La causa? L’assemblea sindacale indetta da Cisl, Flp e Unsa che con il blocco volevano denunciare la scarsa organizzazione del lavoro e la scarsa puntualità dei pagamenti delle indennità per le turnazioni estive e notturne. Sono rimasti così in fila per oltre un’ora sotto il sole circa duemila turisti in attesa di visitare il sito archeologico, mentre si scatenava il «botta e risposta».

Il ministro Franceschini: a Pompei danno incalcolabile, così si fa il male del Paese

Primo a reagire Osanna, che racconta: «Quando mi hanno avvisato, ero ad Ercolano. Allora mi sono precipitato a Pompei per aprire i cancelli con l’aiuto dei nostri archeologi che hanno sostituito fino alle il i custodi in assemblea. Un’assemblea i cui motivi non giustificavano una chiusura del genere. Lo dimostrano le reazioni altrettanto scandalizzate di Cgil e Uil che hanno deciso di dissociarsi da queste proteste, portate avanti da una quindicina di persone. Alla fine mi hanno dato del fascista. Se essere fascisti significa aprire le porte ed evitare a migliaia di turisti ore d’attesa sotto il sole, pazienza».

Cancelli chiusi per le assemblee. Il soprintendente li apre: «Mi hanno dato del fascista»

Mostra incredulità e sdegno il soprintendente. A cui fa coro la condanna della commissione italiana Unesco: «I sindacati si vergognino — sbotta il presidente Giovanni Puglisi — i diritti dei lavoratori non possono essere esercitati a scapito di turisti e cittadini italiani». «Un danno incalcolabile», aggiunge il ministro della Cultura Dario Franceschini: «Non è possibile organizzare assemblee a sorpresa per impedire che il sito resti aperto con personale in sostituzione, con il risultato di lasciare centinaia di turisti in fila sotto il sole».

La Cisl replica: «Azione a sorpresa? Avevamo comunicato tutto quindici giorni fa»

Una scelta voluta da parte dei sindacalisti, secondo Osanna, che aggiunge: «Queste assemblee alle 9 sono fatte apposta per chiudere il sito. È un colpo basso, una presa in giro nei miei confronti e nei confronti dei turisti. Userò tutti i mezzi a mia disposizione per fare in modo che cose del genere non si verifichino mai più». Ma mentre tutti mettono sotto accusa le assemblee «a sorpresa», Antonio Pepe, rappresentante aziendale della Cisl agli Scavi di Pompei, smentisce e spiega: «Nessuna sorpresa. La Soprintendenza era stata avvisata ben 15 giorni prima e tré 3 giorni fa ci ha concesso la sala. L’assemblea è solo l’effetto di una situazione che ci vede allo sbando mentre Pompei ormai sembra il cantiere di Ground Zero a New York. Tutti parlano e nessuno calza le scarpe di chi protesta. D’altronde per chi guadagna quanto Franceschini è facile indignarsi per le proteste dei lavoratori. La verità è che nessuno pensa alla situazione incresciosa che subiamo noi dipendenti. Peccato. C’è sempre qualcun altro che ne paga le spese», si legge sul “Corriere del Mezzogiorno”.