Camorra, in manette l’ex-sindaco di Caserta. Richiesta per l’on. Sarro

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Un nuovo terremoto politico giudiziario, l’ennesimo, sconvolge il territorio casertano. Su iniziativa della Dda di Napoli – che indaga su un presunto sistema di corruzione negli enti dei servizi idrici della Regione Campania – i carabinieri del Ros hanno infatti eseguito 13 ordini d’arresto contro componenti e favoreggiatori del gruppo Zagaria, gruppo di camorra affiliato al cartello dei Casalesi, con accuse che vanno dall’associazione mafiosa alla corruzione, all’intestazione fittizia di beni, alla turbata d’asta e al finanziamento illecito ai partiti. Sequestrati anche conti correnti per 11 milioni di euro.

Tra gli arrestati anche l’ex-senatore Tommaso Barbato

Tra gli arrestati figurano anche Pio del Gaudio, ex sindaco “forzista” di Caserta, l’ex consigliere regionale Angelo Polverino e l’ex-senatore Tommaso Barbato (Udeur), già noto al grosso pubblico per aver sputato in faccia ad un collega di partito, Nuccio Cusumano, che aveva votato la fiducia a Prodi. Alle ultime elezioni regionali Barbato si era ripresentato con De Luca ma senza essere eletto. Un’altra richiesta di ordinanza di custodia cautelare – il cui destinatario è il deputato di Forza Italia Carlo Sarro – è stata trasmessa alla Camera dei Deputati per la necessaria autorizzazione ad essere eseguita. L’accusa ipotizzata nei confronti del parlamentare è di corruzione aggravata dall’avere agevolato un’organizzazione di camorra.

L’indagine riguarda appalti ad imprese in odore di camorra

Del Gaudio e Polverino sono invece accusati di finanziamento illecito ai partiti e corruzione con l’aggravante mafiosa. A loro carico, infatti, l’accusa ipotizza che abbiano intascato rispettivamente 20mila e 30mila euro da un imprenditore vicino al clan Zagaria, l’imprenditore edile Giuseppe Fontana, a titolo di contributo per le campagne elettorali del 2010 e del 2011 in cambio di appalti nella sanità casertana e altri servizi erogati dal comune capoluogo.