Pannella scarica la Bonino: è fuori dal partito. E lei: ma siete scemi?

Divorzio storico in casa radicale. Marco Pannella scarica Emma Bonino e lo fa con durezza inaspettata. «Emma Bonino si comporta come se si fosse dimessa dal partito. Lei non opera più da militante ed esponente radicale. Ha contatti con tutto il mondo tranne che con noi. Tanto per lei il problema è di continuare a fare parte del jet set internazionale». L’attacco dello storico leader radicale alla compagna di mezzo secolo di battaglie e disavventure  arriva nel corso della conversazione domenicale in diretta su Radio Radicale con Massimo Bordin, che non nasconde il suo imbarazzo. Militante radicale dagli anni ’70, l’ex ministro e commissario europeo si sarebbe collocata nei fatti fuori dal movimento. Accusa che l’interessata rispedisce al mittente.

L’attacco a Emma Bonino

«Con noi non parla – si sfoga Pannella – adesso gira, va a destra, va a sinistra, va in Tunisia, ma mai un momento è venuta a discutere con noi. Che cazzo faccia lo sappiamo solo da qualche indiscrezione o dalla stampa». Troppo esposta per ambizione personale, sembra sostenere l’istrionico Marco che si sente messo in ombra. «La Bonino può andare in qualsiasi posto, io no. Io sto cercando di andare dal presidente della Repubblica, che è molto impegnato. Se è lei che vuole un appuntamento, lo ottiene in cinque minuti». L’affondo prende spunto dalla domanda della voce storica della rassegna “stampa e regime”  sul prossimo riassetto dell’Onu nella quale evoca la Bonino. Pannella si scatena e spiega che Emma non «combatte più la nostra battaglia». Poi l’accusa di aver fatto pressioni per non pubblicare un libro. Di che si tratta?, chiede Bordin che trasecola. «La Bonino fece chiamate a mezza Italia per impedire che Feltrinelli pubblicasse un libro sulle lettere che mi aveva mandato Matteo Angioli dall’Australia, con la prefazione di Carlo Ripa di Meana e Angiolo Bandinelli. Disse che se il libro fosse uscito, lei si sarebbe dimessa dal partito radicale. Il libro – continua – non è mai stato pubblicato, ma lei è come se si fosse dimessa», rivela Pannella che prosegue con le recriminazioni.

Il j’accuse di Pannella

«Sono intervenuto io con Napolitano per fare inserire Emma nel governo (Letta, ndr ). E lei s’è fatta cacciare senza neanche un lamento». E ancora: «L’ultima volta che ho discusso con lei è quando ha ottenuto la nomina a segretario del partito di un bellimbusto (il maliano Demba Traoré, ndr ) che poi è scomparso (…)». Ultimo affondo: «In tutte le sue nomine c’entravo sempre io. Lei invece lavora molto ma mai con noi».

La replica: io fuori? Ma siete scemi

Prima vorrebbe rimanere fuori dalla polemica, ma poi non ce la fa. «È una giornata molto complicata, preferisco non parlare», dice in un primo tempo la Bonino che poi aggiunge: «Il libro che non avrei fatto uscire? Chiedete a Pannella». E ancora sul presunto addio al partito: «Ma siete scemi? Io sono iscritta a quel partito a 2.500 euro al mese». «Duemilacinquecento euro al mese», scandisce di nuovo. Non è il primo scontro nel rapporto di “odio e amore”  tra Pannella e Bonino ma questa volta i due sembrano fare sul serio, proprio in un momento delicato della loro storia politica e personale: Pannella convoca riunioni, Bonino le evita. E il telefono non squilla.