Ostia verso lo scioglimento per mafia, in arrivo il viceprefetto

Il destino del Municipio di Ostia appare ormai segnato. Se il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, accoglierà le richieste contenute nella relazione del prefetto Franco Gabrielli, quello del litorale potrebbe essere il primo municipio della Capitale ad essere sciolto per mafia e consegnato nelle mani di un viceprefetto, come previsto dall’articolo 146 del Testo Unico sugli Enti Locali. A quel punto l’attuale “commissario” delegato dal sindaco Ignazio Marino, l’assessore alla Legalità Alfonso Sabella, lascerà il posto al viceprefetto, o in alternativa ad una commissione prefettizia straordinaria, incaricata dal ministro per un periodo che può variare dai 12 ai 24 mesi prima delle nuove elezioni. Salterebbe dunque l’appuntamento elettorale sul litorale di maggio 2016.

La relazione del prefetto Franco Gabrielli è sul tavolo del ministro degli Interni Angelino Alfano. Cento pagine nelle quali si fotografa la macchina amministrativa del Comune ai tempi di Mafia Capitale e soprattutto si tirano le somme dell’accesso agli atti iniziato sei mesi fa e discusso l’altro giorno al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargato al procuratore capo Giuseppe Pignaton. Non si arriverà alla richiesta di scioglimento del Comune, ma sul Campidoglio e sulla macchina capitolina ci saranno comunque delle conseguenze: a rischio commissariamento alcuni dipartimenti risultati particolarmente infiltrati dalla criminalità organizzata, come quelli delle Politiche sociali e dell’Ambiente, ma anche dei Lavori Pubblici e della Scuola, oltre che singoli municipi da traghettare a nuove elezioni affidandoli a viceprefetti, come il già citato X (Ostia), il III, e forse il VI Municipio, quello delle Torri guidato da Marco Scipioni (Pd) che subito è partito all’attacco dei suoi del Pd. «Spero di sbagliarmi ma temo che il Pd voglia far fuori tutti quelli che non sono sponsorizzati all’interno del Palazzo. Ho parlato con il prefetto e ho chiamato il viceprefetto dopo aver letto i giornali. Mi hanno confermato che su di noi non c’è neanche una riga nella relazione. Il nostro municipio non è neanche minimamente sfiorato dall’inchiesta di Mafia Capitale». Poi però è arrivata dal suo partito la scomunica: “Non ci sono più le condizioni perché resti al vertice del VI municipio” ha detto il presidente e commissario Pd a Roma Matteo Orfini. Ricordiamo che il minisindaco di Ostia Tassone (Partito democratico) si dimise prima della seconda parte dell’inchiesta su Mafia Capitale che lo vedeva coinvolto e che ha portato al suo arresto.