Osborne: «Ad Atene mai i nostri soldi». Dopo Grexit, ecco Brexit

La Gran Bretagna non ci sta «Ad Atene mai i nostri soldi». Il piano era quello di allargare a tutti e 28 i Paesi europei il piano di aiuti alla Grecia. Ma Londra è chiara: «Non facciamo parte dell’euro, arrangiatevi». Si sono sentiti offesi, come se qualcuno gli avesse presentato il conto per un invito acena mai accettato. Quindi hanno detto un «no» talmente chiaro e netto da fare saltare i tavoli tecnici che ieri a Bruxelles cercavano di attuare le prime misure per salvare la Grecia dal fallimento.

Osborne: «Non siamo un Paese dell’euro, i nostri contribuenti non si toccano».

Il famoso «prestito ponte» che serve ad Atene a fronteggiare l’emergenza, pagare stipendi e pensioni soprattutto. La motivazione del No è semplicissima e l’ha spiegata ilministro dellefinanze deIRegno unito George Osborne: «La Gran Bretagna non è un Paese dell’euro, l’idea che contribuenti britannici mettano soldi sul tavolo non può proprio partire». I quotidiani inglesi hanno subito calcolato quanto sarebbe la spesa: 850 milioni di sterline, circa 1,2 miliardi di euro.

«L’eurozona – Osborne ha rincarato la dose ieri – deve coprire da sola il suo conto».

Tutto nasce dal tentativo dell’Ecofin, cioè il Consiglio dei ministri dell’Ue, di allargare a tutti i 28 paesi il piano di aiuti, utilizzando la versione allargata del piano di aiuti che si chiama Efsm. Se fosse utilizzata ora permetterebbe di spalmare su più governi la spesa. Su tutti quelli dell’Unione europea. Quindi converrebbe a chi dovrà pagare in ogni caso, ad esempio noi, che rientriamo anche nella versione ristretta del piano, l’Esm. Quelloalqualeabbiamogià versato quasi 40 miliardi. Dello stesso avviso il governo croato, che sta per entrare nell’Euro, ma, visto che ancora non è a pieno titolo nel club, non vuole pagare la tessera ad altri paesi non proprio virtuosi come la Grecia. Sul fronte del «No», anche la Polonia.

Italia ha già pagato il conto alla Grecia

Ieri – si legge su “Il Giornale” – il portavoce del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha assicurato che «l’eventuale finanziamento dalla Grecia da parte del fondo Esm non comporta alcun esborso da parte dei singoli Stati membri». Il riferimento è al fatto che l’Italia come gli altri ha già sottoscritto il capitale del fondo per 125 miliardi (a fronte dei 190 della Germania e dei 142 della Francia). Per l’ultimo programma ne sono stati già versati 14,3 miliardi. Già altri sono già a bilancio, ma usciranno comunque dalle nostre casse.