Orgoglio italiano in Kosovo: due militari salvano un bambino di 6 anni

In missione di pace per rafforzare la democrazia del Kosovo. Sempre presenti per aiutare la popolazione, garantire prosperità e fornire assistenza medica, solidarietà e sicurezza. Un lavoro silenzioso, quello dei soldati italiani, che i kosovoari hanno imparato ad amare e rispettare. I casi che hanno visto i militari italiani impegnati in Kosovo al di là degli impegni della missione sono moltissimi. L’ultimo è avvenuto in una calda giornata di luglio. Due militari italiani della missione Kfor hanno soccorso ed assistito un bambino kosovaro che versava in gravi condizioni di pericolo. Impiegati in una ordinaria attività di monitoraggio del territorio, i due militari hanno notato un bambino di 6 anni colpito da malore tanto da essere in pericolo di vita. I due militari hanno immediatamente prestato il primo soccorso, attivando nel contempo le strutture sanitarie locali per il ricovero d’urgenza del bimbo. I militari italiani successivamente hanno portato il bambino presso l’ospedale di Pec-Peja, dove a seguito di cure mediche è stato dichiarato fuori pericolo. Ringraziamento è stato espresso dai familiari del bambino che hanno apprezzato l’intervento sanitario da parte dei militari italiani. Il contingente italiano in Kosovo vede la presenza di 550 uomini che operano principalmente nel Multinational Battle Group West, a guida nazionale e nello staff del Comando di Kfor.

Ma non c’è solo il Kosovo, salvato anche un ragazzo afghano

Tra le tante storie c’è quella di Omid. Un bambino di 14 anni al quale i soldati italiani del Train Advise Assist Command West di Herat, il comando Nato su base Brigata Bersaglieri Garibaldi, hanno teso la mano in segno d’aiuto. Giunto  nei mesi scorsi presso la base di Camp Arena in Afghanistan era stato subito sottoposto ad accertamenti diagnostici da parte dei sanitari della struttura campale del comando. Constatate le importanti condizioni legate alla patologia da cui il bambino era affetto (una grave neoplasia toracica), si è immediatamente attivata una catena di solidarietà che, attraverso il lavoro dell’equipe medica ha consentito di trasferire il piccolo in Italia. Un volo dell’Aeronautica Militare ha condotto Omid a Roma per essere affidato alle sapienti cure dell’Ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. Dopo due mesi di cure è stato dimesso.