Nucleare, trovato l’accordo con l’Iran. Israele minaccia: «Lo faremo saltare»

È cosa fatta l’accordo sul nucleare iraniano. Un passaggio che, arrivato dopo 22 mesi di trattative, segna un cambiamento dei rapporti tra Teheran e le potenze occidentali. Non tutti, però, si rallegrano per questa intesa «storica», come la definiscono in molti: Israele ha usato toni durissimi contro la firma dell’accordo, aggiungendo che farà di tutto per impedirne la ratifica definitiva.

L’irritazione di Israele sul nucleare

La notizia della raggiunta intesa è trapelata ancora prima della firma ufficiale, programmata per le 10.30 al Coburg Palace, la residenza storica viennese dove sono riuniti i rappresentanti dei “5+1” (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania). La riunione plenaria finale sarà seguita in videoconferenza anche dal segretario di Stato americano, John Kerry, mentre una dichiarazione del presidente Obama è prevista non appena la chiusura delle trattative sarà diventata ufficiale. Una volta firmato l’accordo il Congresso americano avrà 60 giorni di tempo per approvarlo o respingerlo. Ed è in questo lasso di tempo che, con ogni probabilità, cercherà di inserirsi Tel Aviv, che già nei mesi scorsi è stata accusata di promuovere indebite pressioni sui parlamentari statunitensi. D’altra parte, la reazione di Israele è stata nettissima. L’accordo sarebbe «un errore grave di portata storica», secondo il premier israeliano Benyamin Netanyahu, mentre il viceministro degli Esteri, Tzipi Hotovely, ha sostenuto che «questo accordo è una resa storica da parte dell’Occidente verso l’Asse del Male con l’Iran in testa», chiarendo che «lo Stato di Israele agirà con tutti i mezzi per tentare di impedire la ratifica di quell’accordo».

L’Iran tiene il punto sulle ispezioni

L’accordo include un compromesso tra Washington e Teheran che permetterà agli ispettori Onu di chiedere di visitare anche i siti militari iraniani. L’accesso tuttavia, secondo le prime indiscrezioni sul contenuto dell’intesa, non sarà necessariamente garantito, e Teheran avrà il diritto di appellarsi a un tavolo arbitrale composto dall’Iran e dalle potenze del “5+1”. Quella dei siti militari è la “linea rossa” più volte affermata dalla Guida Ali Khamenei, e da parte iraniana si ritiene che le visite – già concesse due volte in passato – debbano essere giustificate da adeguati elementi di prova. Per l’Iran si tratta anche di una questione di principio e di un modo per affermare la propria autonomia. Non a caso, dopo le prime indiscrezioni sull’accordo, Teheran ha voluto precisare che «alcune fonti occidentali cercano di creare un clima in cui si creda che le linee rosse iraniane, come quella dell’accesso dell’Aiea ai siti militari, siano state varcate e che l’Occidente abbia vinto», hanno commentato fonti iraniane.