Che notizia: ora la Ue si accorge che i terroristi arrivano con i clandestini

Eurojust, l’agenzia dell’Unione europea che si occupa di problematiche degli affari interni e della giustizia, lancia l’allarme sui rischi dell’immigrazione clandestina incontrollata, in rapporto al pericolo rappresentato per l’Europa dall’Isis: «La situazione è allarmante, in quanto il traffico di migranti è in aumento e viene usato anche per finanziare il terrorismo e assicurare l’infiltrazione e l’esfiltrazione di membri dell’Isis», ha detto infatti la presidente di Eurojust, la belga Michèle Coninsx presentando il rapporto annuale dell’agenzia Ue. Nel rapporto è toccato anche l’argomento dei combattenti stranieri: «Tra Iraq e Siria ci sono circa 10mila persone partite dall’Europa per combattere, mentre sono 25mila a livello globale». Queste le cifre sui foreign fighters fornite dalla presidente di Eurojust, che però ha sottolineato come queste non provengano dall’agenzia Ue e in realtà sia «difficile verificarle e dare numeri chiari su chi è partito, chi è tuttora in loco e chi è rientrato». Nei giorni scorsi, e per il terzo anno consecutivo, Eurojust ha tenuto alcune riunioni proprio su questo argomento, ossia la crescente minaccia di un ritorno di combattenti stranieri. Alle riunioni all’Aja, dove ha sede l’agenzia europea, hanno partecipato i corrispondenti nazionali per il terrorismo, esperti antiterrorismo di alto livello, rappresentanti delle autorità nazionali degli Stati membri e Stati terzi, rappresentanti della Commissione europea, del Consiglio dell’Ue, di Europol, Interpol e Frontex. All’ordine del giorno della riunione tattica c’era la risposta della giustizia penale per combattenti stranieri nell’Unione europea, la cooperazione giudiziaria rafforzata con i Paesi terzi e le sfide e le lezioni riguardanti in particolare l’adeguatezza del quadro giuridico, la raccolta e l’ammissibilità delle e-prove, e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri.

 Eurojust, l’agenzia della Ue, lancia l’allarme sui foreign fighter

Da parte loro i rappresentanti della Commissione europea hanno fatto una relazione sull’agenda europea per la sicurezza, e hanno sottolineato l’importanza del coinvolgimento di Eurojust in iniziative a livello europeo. La relazione è stata seguita da una tavola rotonda sugli sviluppi del quadro normativo nazionale e dell’Ue in materia di terrorismo. La presidente Coninsx ha sottolineato che «ci siamo nuovamente incontrati per discutere le modalità pratiche tese a contrastare la minaccia terrorista alla nostra sicurezza. È necessario un approccio multidisciplinare comune. Perseguire questi combattenti stranieri è una sfida che dobbiamo affrontare insieme, basandosi sui nostri risultati e aspirando a un livello superiore di prestazioni». Intanto si è appreso che, a proposito di Stato islamici e del rischio per l’Europa, che il partito afghano Hezb-e-Islami, guidato da Gulbuddin Hekmatyar, controverso leader dei mujhaeddin afghani che combatterono contro l’invasione sovietica, ha annunciato di avere deciso di sostenere d’ora in poi i militanti dell’Isis che cercano di consolidare la loro presenza in Afghanistan e che stanno scontrandosi con i talebani. Lo riferisce il portale di notizie Khaama Press. In un comunicato il partito, che insieme agli stessi talebani e alla temibile Rete Haqqani conduce una lotta armata contro il governo di Kabul, ha disposto che i propri membri dispiegati nelle differenti province stabiliscano collegamenti operativi con le cellule dell’Isis. Nel documento si ricorda infine che Hezb-e-Islami ha una inimicizia di lunga data con i talebani e con i comunisti, che trae ispirazione dallo Shura-e-Nizar, il Consiglio di supervisione del Nord che si oppose in armi all’occupazione sovietica.