Non solo Pompei: chiusa anche Galleria Borghese. Turisti infuriati

Non solo Pompei. Venerdì 24 luglio anche i cancelli della Galleria Borghese sono rimasti chiusi dalle 9 alle 13 per un’assemblea sindacale. Il museo fra i più importanti della Capitale ha effettuato una chiusura selvaggia lasciando stupefatti centinaia di turisti italiani e stranieri. Molti di loro avevano acquistato il biglietto con tanto di prenotazione. Niente da fare: l’assemblea sindacale ha avuto la priorità. Tra l’altro la seconda consecutiva in due giorni: anche giovedì il museo aveva aperto alle visite con un’ora e mezzo di ritardo, giustificando la chiusura prolungata con lo stesso motivo. Come ha osservato l’ex sottosegretario ai beni culturali, Francesco Giro, «la sindacatocrazia sta uccidendo l’Italia. Dietro lo schermo di una legittima difesa dei diritti dei lavoratori, si stanno perpetrando danni enormi all’Italia e agli italiani. Lo sciopero Alitalia, l’improvvisa assemblea sindacale a pompei, lo sciopero bianco degli operatori Atac della metro romana sono un colpo al cuore del turismo italiano e una mazzata al benessere anche fisico dei cittadini costretti a vivere un malessere indicibile in un periodo torrido come quello estivo. Le procure, i giudici, le autorità pubbliche delegate al controllo di questi episodi e all’applicazione delle norme che fanno? Dormono?».

A Galleria Borghese due chiusure in due giorni

E a proposito degli scioperi selvaggi, come quello appunto di Galleria Borghese e di Pompei, c’è chi evoca il paragone con la tanto bistrattata Grecia. «Anche il Partenone nei giorni di punta della crisi non ha mai chiuso i battenti ai turisti». A Roma, invece, perfino il Colosseo ha chiuso per uno sciopero selvaggio. È accaduto giovedì 23 luglio per tutta la mattina, lasciando fuori al caldo torrido di oltre 35 gradi migliaia di turisti da tutto il mondo. Non c’è stato il risalto dato alla chiusura di Pompei. A Roma il degrado, l’incuria e il lassismo non fanno più notizia. Vero, sindaco Marino?