Il ministro della Difesa Pinotti: «Possibile un attacco dell’Isis in Italia»

«È possibile un attacco militare dell’Isis in Italia? No. Un attentato terroristico? Non possiamo escluderlo. È una eventualità che rientra nell’ambito delle cose che possono succedere e che è già capitata altrove». Lo ha detto in audizione al Senato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, rispondendo a una domanda sulla minaccia del cosiddetto Stato Islamico per l’Italia. «Tenendo conto di questo rischio – ha aggiunto il ministro – ci siamo mossi con una strategia che coniuga elementi di sicurezza interna e esterna. Dobbiamo vigilare più di quanto non abbiamo fatto in passato e c’e’ una pianificazione del governo per cercare di prevenire qualsiasi rischio. Ma prevedere tutto è difficile, visto che il terrorismo è subdolo. Tutto quello che si può prevedere, però, l’abbiamo messo in campo». Riguardo alla consistenza dell’Isis, il ministro ha detto che questa è «fluttuante»: «C’è chi parla di una consistenza di 15.000 unità, forse di più, ma poi nel frattempo ci sono le perdite, un turn over delle forze. Tutto questo fa si che la consistenza non sia certa, ma – appunto – fluttuante». Riguardo ai mezzi e agli armamenti, poi, il ministro ha parlato di «acquisizioni da paesi falliti. Veicoli poi imbottiti da esplosivi e lanciati contro obiettivi. Non stiamo parlando di forze armate organizzate, in Aeronautica, Marina e Forze terrestri, ma queste ultime sono sicuramente in possesso di armamenti letali, in grado anche di neutralizzare una nave, come è capitato con quella egiziana».

Pinotti: “Terroristi sui barconi? Non ci risulta”

Nel corso del suo intervento alla Commissione Affari costituzionali del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui temi dell’immigrazione, il ministro della Difesa ha parlato dei rischi portati dai migranti. Allo stato, «non abbiamo evidenze di terroristi nei barconi degli immigrati». La Difesa, sostiene la Pinotti, monitora il flusso di migranti con un dispositivo nel Mediterraneo centrale fatto di navi, aerei (con e senza pilota) e anche sottomarini: c’è un sistema di raccolta di informazioni integrato, capillare e allo stato non ci sono evidenze. Basterà a tenerci al sicuro dagli attacchi dell’Isis?