Matteoli e Gasparri allertano il Cav: «In Forza Italia non si fa più politica»

Forza Italia il giorno dopo il divorzio di Denis Verdini è un partito (absit iniuria…) che stenta a ritrovare il bandolo della matassa. Solo fino a poco tempo fa bastava il sorriso rassicurante di Berlusconi a fugare ogni dubbio sui ed ogni perplessità. Ora non è più così. Troppi addii, troppi abbandoni per far finita di nulla. Solo un mese fa è stata la volta di Raffaele Fitto, che ha fondato i gruppi dei “Conservatori e riformisti”, ed ora Verdini, già potente e temuto uomo-macchina del Cavaliere, che prende cappello contro il cosiddetto cerchio magico del duo Rossi-Pascale per intestarsi un’improbabile “Alternativa liberale e popolare. Pezzi di classe dirigente che schizzano via in direzione opposta: chiusura totale a Renzi, Fitto, soccorso al premier, Verdini. In mezzo lui, il Cavaliere, pronto a scommettere che nessuno dei due transfughi avrà vita (politica) lunga.

Matteoli: «C’è chi grida “viva Tsipras” e chi vuole andare da Renzi»

Anche altri la pensano come lui ma  – è il caso di Altero Matteoli – senza nascondersi che «ci sono delle cose che non vanno». L’ex-ministro non usa giri di parole: «In Fi – riferisce in una intervista al Corriere della Sera – abbiamo smesso di fare politica”. Il problema è l’assenza di una chiara linea politica riletto ai temi più delicati dell’agenda politica. «Settimane fa – dice ancora Matteoli – c’erano in tv nostri esponenti che gridavano “viva Tsipras” e altri che dicevano “andiamo con Renzi“». Una sorta di impazzimento collettivo dovuto anche all’assenza forzata di Berlusconi dalla scena politica. Ed è proprio al Cavaliere che Matteoli si rivolge perché dia un indirizzo al movimento: «Dice che sta pensando a un movimento a cui affiancare Forza Italia, all’interno di una nuova coalizione? Bene, non so se è la strada giusta, quantomeno è un’idea». Va bene pensare a come strutturare la nuova coalizione – dice ancora Matteoli – «ma se non struttura il partito, è finita. Io con lui ci starò per sempre. Ma sotto Salvini no, non ci voglio finire».

Gasparri: «Verdini doveva spingere le riforme dall’interno di FI»

Più o meno sulla sua lunghezza d’onda anche Maurizio Gasparri, anch’egli proveniente da An. In un’intervista a Repubblica l’ex-ministro delle Comunicazioni dubita fortemente che dalle defezioni di Fitto e Verdini nasceranno effettivamente nuovi soggetti politici. «Al di là dei numeri – spiega -, questa scissione, se confermata, complicherà la vita a tutti. Non giova certo a Berlusconi e Forza Italia, per carità. Non conviene a Fitto, che passa da 12 a 10 senatori. Ma rischia soprattutto di danneggiare Renzi. Che magari pensa di avere qualche voto in più in aula, ma sa bene che a volte dinamiche del genere accelerano la fine politica». Gasparri, dunque, annota con la matita blu la mossa di Verdini. «Restando in Forza Italia – continua il vicepresidente del Senato – Denis avrebbe avuto un peso maggiore, spingendo per non chiudere il dialogo sulle riforme. Ora invece è un partner politico di Renzi, che un po’ si vergognerà di lui e un po’ si imbarazzerà. Insomma, lo considero un errore politico».