Marino meglio di Alemanno? Ecco i dati-verità che dicono il contrario

Mai così bassa. La qualità della vita dei romani con Ignazio Marino tocca il minimo storico dell’ultimo decennio, attestandosi ben sotto la sufficienza. Un dato che è emerso dalle rilevazioni dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma, ma che è passato piuttosto sotto silenzio, messo all’angolo dalle notizie sui guai politico-giudiziari della giunta. In fondo, è l’effetto paradossale dell’inchiesta su Mafia Capitale: far dimenticare che questo sindaco, prima ancora che per i rapporti dei suoi con Salvatore Buzzi, dovrebbe dimettersi perché ha fallito sull’Abc amministrativo.

Marino bocciato, Alemanno promosso

Dal dossier dell’Agenzia, elaborato sulla base di interviste ai cittadini, emerge che per i romani la qualità della vita nella città eterna merita il voto di 5,2. Un anno fa era già sotto la sufficienza, ma per lo meno arrivava a 5,7. Ma è con la giunta Alemanno che bisogna fare il paragone per capire bene la portata della bocciatura amministrativa di Marino: i romani, con il sindaco di centrodestra, promuovevano la loro qualità della vita, con un voto di 6,27, decisamente superiore anche alle performance del tanto celebrato Walter Veltroni che, nel novembre 2007, si attestava a 5,7.

«Infangare il centrodestra non funziona più»

Ma è con Marino, si diceva, che i romani hanno avvertito il tracollo delle loro condizioni di vita in città. Un calo netto su cui pesa soprattutto l’inefficienza dei servizi essenziali: dalla pulizia delle strade, valutata da 3,5 alla raccolta dei rifiuti, che si ferma al voto di 4,7, fino agli autobus, che arrivano appena a 4,6, o alla sosta a pagamento, che ottiene lo stesso voto. «Questi dati, certificati da un’istituto scientifico e ufficiale riconosciuto da tutti, dovrebbe far riflettere tutti coloro che ancora oggi tentano di nascondere le incapacità amministrative del sindaco Marino gettando fango sull’amministrazione di centrodestra», ha commentato l’associazione Prima l’Italia, sottolineando che «continuare a infangare gli anni di Alemanno con lo squallido gioco dello scaricabarile non funziona più con i romani, che hanno già emesso la loro sentenza e chiedono solo di poter chiudere questa parentesi fallimentare di Marino per tornare al voto e scegliersi un primo cittadino all’altezza».

 

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