Mafia, sequestrato il Barroccio: il ristorante più amato dai politici romani

La Dia ha sequestrato il Barroccio, il ristorante più gettonato dalla politica romana. Meta privilegiata del Palazzo, nel centro della Capitale, la proprietà del locale è dello stesso imprenditore cui nel marzo scorso erano stati sequestrati altri due ristoranti, Il faciolaro e La rotonda, sempre nella stessa strada. Il ristorante messo sotto sigilli dagli uomini della Dia di Roma, in base a un decreto del gip del Tribunale della Capitale, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, si trova nella centrale via dei Pastini (una piccola strada del centro molto frequentata dai turisti che visitano Roma e affollano a ogni ora del giorno i tre ristoranti), nella strada, dietro al Pantheon, dove erano stati sequestrati gli altri due ristoranti nella scorsa primavera. L’imprenditore è Salvatore Lania, imprenditore calabrese di Seminara, arrestato il 12 marzo scorso nella precedente operazione della Dia perché accusato di intestazione fittizia di beni. A marzo a Lania erano stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore complessivo di dieci milioni di euro. I beni sequestrati ora ammontano a circa un milione di euro.

Il Barroccio resta aperto

Il ristorante resta aperto ma è stata applicata la misura dell’amministrazione giudiziaria controllata. Così come è avvenuto per gli altri due locali sequestrati: l’attività di ristorazione continua e i proventi vengono utilizzati per pagare il personale e i fornitori. Lo scopo è assicurare il ciclo produttivo e i livelli occupazionali. Il tutto è gestito da un amministratore giudiziario nominato dal tribunale.