Luigi Di Maio, ovvero il “contrordine compagni“ dei 5 Stelle sull’Euro

Luigi Di Maio, ovvero l’indeciso a tutto. Il grillino sbarbato di fresco che studia da leader ha infatti cominciato dimostrare di che pasta è fatto. Lui e il suo movimento di apprendisti stregoni. Dopo avere infatti cavalcato e alimentato la protesta antieuro, ecco che improvvisa arriva un’inversione di marcia che neppure le convergenze parallele di Moro. “L’uscita dall’euro sarebbe l’estrema ratio, non credo che ci arriveremo. Noi siamo l’ottava potenza mondiale, l’Unione Europea senza di noi non può esistere”. Intervistato da Gianni Riotta a Parallelo Italia, perciò Di Maio sconfessa se stesso e la linea del suo movimento. Il fighettino a 5 stelle, con quella faccia che si ritrova, mostra un doroteismo antico: “Noi vogliamo chiedere ai cittadini italiani se questo euro va bene: se ci diranno di no attraverso un referendum andremo ai tavoli europei con un potere contrattuale in più, quello di dire veniamo nel nome del popolo italiano e volgiamo che cambiate i trattati”. Capito signori? Adesso si tratta di “potere contrattuale”. Come dire che la necessità della fuoriuscita dall’Euro urlata fino alla scorsa settimana era uno scherzo, una boutade. E chissà quanti altri scherzi e quante  altre boutade avranno in mente i grillini duri e puri come Di Maio. A colpi di si, ma, vediamo, forse. Gruppo indecisi a tutto: ecco cosa è in realtà il caravanserraglio costruito da Beppe Grillo. Udite: “Se cambiamo questi trattati l’euro può anche restare, se facciamo un euro a due velocità per i paesi del Sud dell’Europa può anche rimanere e sarebbe l’estrema ratio l’uscita dall’euro”. Indecisi e confusi. E tanto paraculi: ecco il nuovo volto di quelli che avrebbero dovto cambiare l’Italia. Dopodichè, c’è anche da registrare che il video dell’intervista, postato sul blog del Movimento, ha suscitato la ovvia perplessità di alcuni attivisti. Che al fighetto Di Maio gliele hanno cantate per benino: “Queste dichiarazioni di apertura all’euro sono inaspettate dopo tutto quello che il M5S ci ha abituati a sentire” commenta Gabriele mentre Luigi domanda: “iniziano a cambiare la carte in tavola, si mette in dubbio l’uscita dall’euro?”. Di Maio “sulla questione ‘euro’ è stato molto più realista e pragmatico rispetto ai populisti che urlano ‘fuori dall’euro’ senza sapere che cazzo stanno dicendo” ragiona Fabrizio mentre Luca è tranchant: “Luigi Luigi…l’euro va eliminato. Punto e stop”. Già perchè se Di Maio mostra che si può cambiare con nonchalance, i militanti non ci stanno. Non vogliono passare da grillini a grullini.