Londra, l’ultima del sindaco gaffeur: permesso esibire la bandiera dell’Isis

E’ considerato un gaffeur inarrivabile. E quindi i suoi concittadini sono praticamente abituati a perdonargli tutto, così come si farebbe con il vecchio nonno un po’ rimbambito. Boris Johnson il sindaco conservatore di Londra, una ne fa e cento ne pensa. Solo che, talvolta, parla senza pensare. Ed è poi costretto a scusarsi e a cospargersi il capo di cenere. L’ultima uscita dalla bocca di Johnson è questa: «sventolare nel cuore di Londra una bandiera nera – vessillo dell’islam radicale e anche dell’Isis – non è, di per sé, un reato.
Schierandosi al fianco degli agenti di Scotland Yard che nei giorni scorsi si erano limitati a controllare i documenti a un uomo che, con la sua bambina, sostava vicino alla House of Parliament di Westminster esibendo proprio una bandiera con insegne dello Stato IslamicoJohnson dribla così le polemiche di alcuni tabloid. E “sposa” la tesi della polizia che aveva poi fatto sapere che l’uomo non era stato arrestato poiché le sue azioni erano nell’ambito della legge».

L’irritazione di Cameron: no comment sulla bandiera Isis

Spiegazione a cui Downing Street aveva, poco dopo, reagito con un irritato non comment, limitandosi a ricordare come il premier David Cameron avesse in passato parlato chiaro a questo proposito (in campagna elettorale disse che chi fosse stato trovato a «passeggiare con una bandiera dell’Isis» sarebbe dovuto essere arrestato al pari di chi vuole «reclutare persone alla causa terroristica»).
Parlando in un’intervista radiofonica, il suo collega di partito Boris Johnson ha invece difeso la polizia. «Io non voglio vedere alcuna bandiera dell’Isis sventolare trionfalmente in giro per Londra, ma noi viviamo in un Paese libero – ha detto – e dobbiamo essere molto cauti» in materia di divieti.