L’Isis comincia a tremare, la Coalizione prepara l’assalto a Ramadi

Isis, pronto un piano d’assalto che dovrebbe infierire duramente sulle risorse militari, motivazionali, propagandistiche dello Stato Islamico. A quanto riferito in queste ore dal New York Times, forze irachene unitamente a una coalizione anti-miliziani jihadisti, guidati dagli Usa, sarebbro pronti a sferrare l’epico attacco per riconquistare la città di Ramadi, caduta sette settimane fa nelle mani dell’Isis e dei suoi feroci tagliagola.

Isis, l’offensiva delle forze alleate

La notizia viene diffusa oltrew oceano dal New York Times che, citando fonti americane e irachene, spiega come l’operazione dovrebbe scattare nel giro di qualche settimana con il sostegno delle forze aeree della coalizione anti-Isis, capitanata dagli Stati Uniti, e delle tribù locali sunnite. Secondo le fonti citate dal giornale americano, i piani d’assalto, elaborati con un ampio contributo dei consiglieri americani, prevedono l’impiego di 6.000 soldati e agenti della polizia federale iracheni; specificando peraltro che, nell’ipotesi che l’offensiva dovesse avere successo, 5.000 membri delle tribù e agenti della polizia provinciale avranno quindi il compito di mantenere le posizioni conquistate. Per evitare di infiammare le tensioni interconfessionali, le milizie sciite non saranno coinvolte nell’operazione, anche se verranno invece incaricate di presidiare le vie di comunicazione verso Sud e Ovest, per bloccare un’eventuale ritirata in massa dei jihadisti.

Gli ultimi colpi inferti dalla coalizione

E mentre l’Isis va a giustiziare l’ultima vittima finita sul libro nero dei miliziani agli ordini del Califfo, la giornalista irachena Suha Ahmad Radi – uccisa a Mosul perché giudicata «colpevole» di aver collaborato con i nemici dello Stato islamico – sarebbero almeno 49 i militanti jihadisti uccisi nelle ultime ore in Afghanistan nel corso di due successivi raid di droni operati dalla Cia americana nella provincia orientale di Nangarhar. Funzionari dell’amministrazione locale hanno riferito che i velivoli senza pilota sono entrati in azione nel distretto di Achin dove, secondo le testimonianze di residenti, gli affiliati all’Isis partecipavano ad una riunione. In particolare, il portavoce del governo provinciale, Ahmad Zia Abdulzai, ha indicato che il primo attacco è avvenuto intorno alle 12 locali con la morte di almeno 12 militanti. Appena due ore dopo, quindi, il drone è tornato nei cieli del distretto sparando razzi che hanno ucciso altri 37 guerriglieri. Non solo: nel distretto di Achin e in quello vicino di Nazian sono stati segnalati negli ultimi giorni scontri fra talebani e aderenti all’Isis che da qualche tempo cercano di costituire basi nella provincia al confine con il Pakistan. E non è ancora tutto: in una diversa area dello scacchiere bellico ormai globalizzato, la polizia spagnola ha segnato un altro punto contro l’offensiva jihadista e la sua ramificata organizzazione affidata a pericolosi cani sciolti disseminati nel mondo. E così, le forze dell’ordine locali hanno arrestato a Lanzarote, nelle Canarie, una donna accusata di reclutare bambine e adolescenti per l’Isis. La donna, di nazionalità spagnola, era in contatto diretto con responsabili del gruppo terrorista jihadista in Siria. Dall’inizio dell’anno sono dunque più di 40 le persone arrestate in Spagna per complicità con il gruppo jihadista, responsabile di numerose atrocità in Siria e Iraq.