Italiana la prima micro-macchina a energia solare: è come un globulo rosso

È italiana la prima micro-macchina a energia solare: grande quanto un globulo rosso, potrà trasportare carichi microscopici (ad esempio singole cellule) all’interno di dispositivi miniaturizzati alimentati dalla luce, come ad esempio i famosi lab on chip (laboratori su chip) usati in campo biomedico. La realizzazione del meccanismo è un successo della tecnologia italiana, essendo stato messo a punto dai ricercatori dell’Università Sapienza di Roma in collaborazione con quelli dell‘Istituto Italiano di Tecnologia(Iit) di Genova: i risultati del loro studio sono pubblicati su Nature Communications. Il dispositivo consiste in una minuscola ruota (grande appunto quanto un globulo rosso) rivestita da uno strato di materiale fotoassorbente e sospesa sulla superficie di un liquido. In presenza di luce, il debole riscaldamento sbilancia la tensione superficiale sul contorno dell’oggetto e genera una torsione in grado di produrre rotazioni di 300 giri al minuto. La rotazione può essere controllata regolando la potenza della luce che investe l’oggetto. La micro-macchina è molto efficiente nel convertire l’energia della luce in lavoro meccanico, e per questo permette di generare rotazioni anche con basse densità di potenza luminosa. ”La tensione superficiale, che permette ad esempio ad alcune specie di insetti di camminare sull’acqua senza perforarne la superficie, diventa sempre più rilevante in sistemi di dimensioni via via più piccole”, afferma il coordinatore dello studio Roberto Di Leonardo, docente presso la Scuola Superiore di Studi Avanzati della Sapienza. ”In futuro – aggiunge – questi micromotori potrebbero trasportare carichi microscopici, come ad esempio singole cellule, all’interno di dispositivi miniaturizzati alimentati dalla semplice esposizione alla luce solare”: un esempio su tutti è quello dei lab on a chip , i laboratori miniaturizzati su chip per applicazioni biomediche. Una volta tanto l’intelligenza italiana ottiente un successo di notevoli proporzioni. E ci rrestituisce un po’ di speranza nel nostro futuro comune.