Orrore Isis: i miliziani fanno esplodere un neonato per esercitazione

L’orrore di cui sono capaci i seguaci dell‘Isis non conosce limiti. La notizia del neonato imbottito di esplosivo, figlio di un oppositore, fatto esplodere per addestrare le reclute sta facendo il giro del mondo.Il raccapricciante episodio è avvenuto in una base dello Stato islamico nella provincia irachena di Dyala. A rivelarlo è stato Sadiq el-Hussein, capo dei comitati per la sicurezza della provincia di Dyala ossia delle forze governative in lotta contro le milizie del Califfo Abu Bakr al-Baghdad.

Isis, una serie di crimini orribili

“Hanno preso il piccolo e gli hanno legato attorno degli esplosivi – ha raccontato el-Hussein a A-Summeriah News – davanti a dozzine di miliziani armati, e poi lo hanno fatto saltare in aria da lontano”. Secondo questa testimonianza si è trattato di “una esercitazione per reclute” al fine di “addestrarle a legare gli esplosivi alle persone facendole poi esplodere”. “Ci troviamo davanti ad un’organizzazione – ha aggiunto – che non ha alcun interesse o rispetto per i più elementari valori dell’individuo. Commettono di conseguenza i crimini più orribili e l’esplosione di un bambino è la dimostrazione migliore di quale ideologia hanno”.

Isis, i miliziani hanno ucciso anche il padre

Il padre della piccola vittima era stato ucciso dai miliziani dell’Isis nei giorni scorsi perché accusato di aver assassinato un seguace del Califfo. Altri episodi di inaudita violenza si sono registrati secondo l’egiziano Ahram-Online nel mercato di Mosul. Dodici donne e ragazze irachene sono state aggredite da una banda di jihadiste del Califfato, perché “vestivano impropriamente il Niqab” islamico di colore diverso da quello imposto dalle regole del Califfato. Secondo tale “codice”, infatti, per le donne sposate deve essere nero, per le divorziate verde e per le vedove blu, mentre le nubili debbono indossare solo il bianco.