Intervento del Fmi a sostegno di Atene: pronti ad aiutare la Grecia

Il Fondo monetario internazionale sta monitorando la situazione greca da vicino ed è pronto ad aiutare la Grecia se Atene lo chiederà. Lo afferma il direttore generale del Fondo, Christine Lagarde. Il Fmi «prende atto dell’esito del referendum in Grecia», ha infatti affermato il direttore generale del Fmi, sottolineando che il Fondo è pronto ad assistere la Grecia se gli verrà chiesto. Tecnicamente la Grecia non può al momento accedere ai finanziamenti del Fmi a causa del mancato pagamento di 1,6 miliardi di dollari da parte di Atene all’istituto di Washington. Un mancato pagamento con il quale la Grecia è in arretrato e che fa può far scattare una serie di notifiche e procedure che potrebbero culminare nella perdita dei diritti di voto della Grecia nel Fmi o, nel caso più estremo, nella sua uscita dall’istituto di Washington. La conseguenza più importante del mancato pagamento è comunque simbolica. A fare default con il Fondo sono stati finora solo Paesi in via di sviluppo: gli 1,6 miliardi di euro della Grecia sono il mancato pagamento maggiore da parte di un paese membro del Fmi. Simbolico è ovviamente anche il fatto che la Grecia è entrata nel Fondo nel 1945 ed è stato uno dei suoi membri fondatori. Il mancato pagamento arriva in un momento delicato per il Fmi, che sta cercando di mantenere la sua rilevanza internazionale mentre le economie emergenti creano istituzioni rivali.

Martedì convocato l’eurosummit: discuterà ancora di Grecia

Anche l’Europa continua a monitorare da vicino la crisi greca: «Dopo il referendum credo che dovremmo incontrarci urgentemente al più alto livello politico per discutere sulla situazione e sui possibili passi avanti», scrive il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, convocando l’Eurosummit di martedì. «Ho anche invitato al summit il presidente della Bce Mario Draghi e quello dell’Eurogruppo Jerom Dijsselbloem». Come in queste ore è stato più volte ricordato, l’Italia è il terzo creditore della Grecia con una esposizione complessiva, tra prestiti diretti e partecipazione ai meccanismi di salvaguardia europei, di 35,9 miliardi di euro, subito dopo Germania e Francia e davanti alla Spagna. Nel dettaglio l’Italia ha un’esposizione diretta, in virtù di prestiti bilaterali, pari a 10,2 miliardi di euro, poi Roma ha concesso 25,7 miliardi di contributi al fondo salva-Stati per un totale di 35,9 miliardi. Il gradino più alto nel podio virtuale dei principali Paesi creditori di Atene è occupato dalla Germania con 60 miliardi che stacca la Francia di 14 miliardi a quota 46 miliardi. Per quanto riguarda l’esposizione bancaria, gli istituti di credito tedeschi restano i più esposti verso la Grecia con 13,2 miliardi di dollari a fine 2014, quasi interamente verso banche locali, mentre quelle italiane restano a un livello molto più basso con 1,3 miliardi di dollari. Lo si ricava dalle tabelle della Bri, la Banca dei regolamenti internazionali con sede a Basilea secondo cui Gran Bretagna e Usa viaggiano sui 12 miliardi e la Francia 1,6 miliardi.