Intercettazioni, Renzi manda la Boschi a difenderlo ma lei annaspa

«È grave che intercettazioni di alcuna rilevanza penale non siano state stralciate e siano finite a un giornale. Sono in corso verifiche, disposte dal ministero della Giustizia attraverso l’ispettorato generale, per accertare se ci siano responsabilità e il procuratore generale della Cassazione ha aperto un fascicolo». Elena Boschi in aula, nel question time, difende il premier su quei nastri che hanno svelato i tentativi di Renzi di spodestare Letta. Rispondendo a un’interrogazione dei Cinquestelle sull’intercettazione di una telefonata di Matteo Renzi finita sui giornali, la Bischi scopre che «purtroppo non è la prima volta che succede, speriamo che sia l’ultima».  Ma sul contenuto non ci trova niente di male: «Nella telefonata tra Matteo Renzi e il generale Michele Adinolfi si fa l’ipotesi che l’allora presidente Letta cambiasse uno o due ministri, con un rimpastino, o più ministri, con un rimpastone, non più né meno di quello che si poteva leggere sui giornali. Nessuna ipotesi invece viene fatta di un cambio dell’allora presidente del Consiglio: dunque nulla di segreto, di nascosto o di nuovo».

Boschi risponde al question time

Le conversazioni al centro della vicenda, che risalgono all’11 gennaio 2014, sono quelle tra il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi, allora comandante interregionale dell’Italia Centro-Settentrionale a Firenze e ora comandante in seconda del corpo, e Matteo Renzi, ora premier, allora sindaco di Firenze. Il colloquio, finito sui giornali, fu intercettato nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli sulla Cpl Concordia e la metanizzazione di Ischia: Adinolfi era indagato, ma ora la sua posizione è stata archiviata. Quando manca poco più di un mese alle dimissioni di Enrico Letta da presidente del Consiglio, in quella conversazione Renzi parla con Adinolfi esprimendo su Letta giudizi critici (“non è capace“) e ipotizza possibili strategie politiche che conducano a un cambio di governo.

Il ministro: il governo risponde su fatti no su supposizioni

La Boschi precisa ancora: «Nella telefonata di Renzi con Adinolfi, durata una manciata secondi, non si fa riferimento mai né a possibili sostituzioni al vertice della Guardia di finanza né a possibili ricatti all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ipotesi che bisogna considerare fantasiosa, inverosimile. Deluderò l’interrogante – ha detto Boschi – ma il governo ha intenzione di rispondere sui fatti per rispetto delle istituzioni, non su supposizioni, ipotesi o addirittura illazioni», che possono essere “legittime” ma sono «appassionanti per chi è interessato al fantasy ma non hanno niente a che fare col governo». «Nulla ha il governo da riferire – aggiunge il ministro per i Rapporti con il Parlamento, sulla conversazione intercettata in cui viene citato il figlio del presidente Napolitano – perché in quella conversazione non sono coinvolti esponenti del governo».