I sabato pomeriggio dei Bad Boys romani: rapine a coetanei e immigrati

Si facevano chiamare “Bad Boys“, “Cattivi ragazzi”, come in un film. E si davano appuntamento in chat, sul telefonino, utilizzando la celebre app di messaggistica Whatsup. Poi entravano in azione: rapinavano i coetanei facendosi filmare dagli amici e pubblicavano i video sui social network.
E’ la storia di una baby gang composta da 3 minori fra i 16 e i 17 anni e tre maggiorenni fra i 18 e i 20 anni sgominata dai carabinieri di Roma che hanno arrestato sei persone, tre minorenni e tre appena maggiorenni, tra i 18 e i 20 anni.
Son stati necessari otto mesi di indagini ai militari della Stazione di San Lorenzo in Lucina, nel centro di Roma, per ricostruire le scorribande dei ragazzini, che ingannavano il tempo rapinando coetanei e venditori ambulanti in strada.
Ed è proprio dalla denuncia di uno di loro che sono scattati gli accertamenti.
Monitorando i profili su Facebook dei sospettati, i carabinieri hanno scoperto un video che mostrava parte della banda che si faceva riprendere durante un’aggressione ad un ambulante. Le indagini sono partite da lì. Poi la scoperta della chat su Whatsapp, il servizio di messaggistica per smartphone, denominata “Bad Boys“, in cui si davano appuntamento nei posti al centro di Roma, da via del Corso a Villa Borghese per partire alla volta delle loro incursioni.
Nei filmati ora a disposizione dei carabinieri realizzati dalla gang si vedono questi ragazzi passeggiare lungo via del Corso a Roma e affrontare le persone a passeggio spaventandole o aggredendole senza motivo. Le intimidazioni avvenivano in gruppo, sia contro ragazzi e ragazze italiane, sia contro ambulanti di colore costretti a subire le angherie del gruppo e a fuggire. In un caso un ambulante ha dovuto subire una rapina da parte del gruppetto che lo ha a lungo molestato e, poi, rapinato degli oggetti che vendeva.
Per ora i carabinieri hanno addebitato alla gang 3 rapine, oltre alle molte aggressioni e intimidazioni:  la rapina di due cellulari e di un accendino un anno fa a villa Borghese ai danni di due ragazzi, la rapina di decine di custodie per cellulari a un ambulante in via del Corso, nell’ottobre del 2014 e, nello stesso mese, un’altra rapina a piazzale Flaminio, a pochi passi da via del Corso, a un ragazzo costretto a cedere il suo cellulare dietro la minaccia di un coltello puntato alla pancia. Ora, ovviamente, gli investigatori stanno ricostruendo minuziosamente le gesta del gruppetto e potrebbero emergere altre rapine e aggressioni.