Guidava ubriaco contromano, ora l’accusa è duplice omicidio volontario

27 Lug 2015 18:49 - di Redazione

Si era avvalso della facoltà di non rispondere Aniello Mormile, il 29enne dj che sabato scorso ha provocato la morte di due persone, la propria fidanzata e un operaio che si recava al lavoro, per aver percorso cinque chilometri della Tangenziale di Napoli contromano perché in stato di ebbrezza. Un scontata prudenza difensiva che non gli ha però evitato l’incriminazione per duplice omicidio volontario, ben più grave di quella di omicidio colposo che solitamente viene contestata negli incidenti stradali. Attualmente Mormile si trova piantonato in stato di fermo nell’ospedale San Paolo, nel quartiere di Fuorigrotta, e proprio all’interno della struttura sanitaria si erano recati in mattinata per interrogarlo il gip Claudio Marcopido e il pm Salvatore Prisco.

Mormile ha guidato contromano per 5 km in tangenziale

Si aggrava, quindi, l’ipotesi di accusa che gli inquirenti contestano al pirata della strada: da duplice omicidio colposo con l’aggravante della guida in stato di ebbrezza a omicidio volontario.  Il sinistro stradale di Napoli ha riacceso le polemiche che da tempo si registrano intorno ai troppi morti che ogni anno insanguinano le strade italiane. In molti puntano l’indice contro le pene – ritenute troppo lievi – per chi uccide una persona per colpa, distrazione, imperizia o imprudenza. La questione è all’attenzione del Parlamento. La proposta più gettonata ed è quella che risulterebbe più gradita all’associazione dei familiari delle “vittime della strada” è il cosiddetto “ergastolo della patente”, cioè il ritiro a vita del titolo di guida. Nel caso di specie, poi, sarebbe il minimo visto che il pirata ha guidato contromano praticamente su un’autostrada.

Per gli inquirenti sapeva quel che faceva. Perciò è scattata l’imputazione più grave

Nel caso di Napoli, tuttavia, Procura e gip hanno ritenuto lo stato di ebbrezza di Mormile come una condizione che non gli ha impedito di capire che stava guidando contromano. Da qui la sua contestazione come circostanza aggravante e l’aggravamento del capo d’imputazione: duplice omicidio volontario ai danni di una ragazza e di un lavoratore che hanno pagato con la vita la follia di un guidatore.

 

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