Grecia, Tsipras tenta di riaprire la trattativa. Il “No” della Germania

Il negoziato con la Grecia non può tornare allo “status quo: siamo in una situazione completamente nuova”. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, usa toni netti e duri per spegnere gli entusiasmi dopo l’ultima lettera di Alexis Tsipras  con la quale il premeir ellenico ha cercato di riaprire le trattative. La lettera per la Germania “non è una base per parlare di misure serie”.
Insomma, parlare prima del referendum indetto dalla Grecia “non ha senso”. Citando la lettera inviata da Tsipras ai creditori nel corso della notte scorsa, il Financial Times aveva adombrato la possibilità che il governo di Atene accettasse “tutte le condizioni dei creditori che erano sul tavolo nel weekend con solo alcuni cambiamenti minori”.
“La Repubblica ellenica – recita la lettera – è pronta ad accettare questo accordo tecnico con i seguenti emendamenti, addizioni e chiarimenti, nell’ambito di un’estensione del programma Efsf e del nuovo prestito Esm per il quale è stata avanzata richiesta il 30 giugno”. In essa sono contenuti ulteriori dettagli sulla richiesta greca di un nuovo salvataggio, tramite il fondo europeo Esm, da 29,1 miliardi di euro. Atene – secondo la lettera riportata dal Ft – accetta l’intero impianto di riforma dell’Iva fatto salvo uno sconto del 30% per le isole greche. Il premier si dice pronto anche alla riforma delle pensioni come chiesta dai creditori, salvo far slittare a ottobre, anziché subito, la data di partenza dell’innalzamento progressivo dell’età pensionabile (prevista a 67 anni entro il 2022).

Grecia sull’orlo del baratro. Pronto un Piano B

La posizione tedesca non sembra , però, scoraggiare Atene. La Grecia ha un Piano B e non ha bisogno dei soldi dell’Unione europea. E’ questo in sintesi quanto detto  dal ministro greco alla Ricostruzione produttiva, Ambiente ed Energia Panagiotis Lafazanis. In un’intervista all’emittente Tv statale russa Russia 24 ripresa dai media ellenici, il ministro ha aggiunto che “la situazione è molto difficile, ma non dobbiamo offrire (ai creditori) la possibilità di sfruttarci” ed ha aggiunto che il governo di Atene ha un Piano B nel caso la Banca Centrale Europea (Bce) blocchi la liquidità per la Grecia. Lafazanis si è comunque rifiutato di fornire dettagli riguardo l’asserito Piano B affermando che è troppo presto per rivelarli in quanto i negoziati fra Atene ed i suoi creditori continuano e la Grecia vuole una soluzione vantaggiosa in ambito Ue. “La mancanza di fondi da parte dell’Ue non è la fine del mondo. Ci sono altre fonti di finanziamento”, ha detto ancora il ministro secondo cui la Grecia non sta crollando perché le banche sono chiuse. “Non è così. Sì, le banche sono chiuse, ma si può vedere che ad Atene e in altre città la vita va avanti come al solito”, ha aggiunto. “Sì, abbiamo chiuso le banche, ma non per un capriccio. Negli ultimi anni, l’Europa ha usato la politica sbagliata verso la Grecia”.