Grecia, si dimette il viceministro delle Finanze. Tsipras minaccia l’addio

«Se Syriza non vota il piano, mi dimetto», è la minaccia finale in Parlamento. Il ritorno ad Atene di Alexis Tsipras, dopo il tormentato e complesso accordo raggiunto a Bruxelles per evitare l’uscita della Grecia dall’Eurozona, continua a registrare reazioni pesanti nello stesso esecutivo e nel partito del premier. Dopo le dimissioni polemiche del  ministro  delle Finanze, Yaris Varoufakis , arrivano quelle del vice ministro Nantia Valavani. In una lettera al primo ministro Alexis Tsipras l’esponente del governo, oltre ad annunciare le dimissioni, esprime dubbi sul nuovo accordo raggiunto tra Atene e i creditori internazionali della Grecia sostenendo che con esso la Germania intende “umiliare completamente il governo e il paese”.

Governo Tsipras sempre più in bilico

Nella sua missiva Valavani sottolinea che l’intenzione (del governo di Berlino) è che l’attuale governo approvi le nuove misure di austerità, solo per cadere in un secondo tempo e essere sostituito da un governo di “volenterosi”. Inoltre, Valavani afferma che la “capitolazione” concordata dal governo greco non consente alcuna prospettiva per una ripresa e che “questa soluzione particolare, che viene eseguita in modo così deprimente, non è una soluzione sostenibile”. Il ministro uscente conclude la sua lettera ringraziando il premier Alexis Tsipras per l’opportunità offertale ed esprimendo la speranza che “la lotta” proseguirà.

Tsipras e le preoccupazioni della Ue

Intanto sul versante della Commissione Ue si ritiene che ci siano “serie preoccupazioni” sulla sostenibilità del debito greco. A dirlo è  il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, nel corso di una conferenza stampa, a proposito del report del Fmi sulla sostenibilità del debito ellenico. “Quando si è analizzata la richiesta greca per l’avvio del programma Esm – ha ricordato il vicepresidente – le Istituzioni hanno fatto una valutazione della sostenibilità del debito greco”. “E anche per la Commissione Ue – ha aggiunto – la valutazione è che esistano serie preoccupazioni sulla sostenibilità del debito”. Del resto, ha concluso, c’è scritto nel documento redatto dalle istituzioni e “noi non vogliamo negare questo problema”.