Meloni: «Greci eroici». Gasparri: «Se avessero ascoltato Berlusconi…»

La vittoria del “no” nel referendum in Grecia crea un dibattito all’interno del centrodestra: si guardano ai possibili scenari e  alle conseguenze in Italia del voto entieuropeista greco. «Quello dei greci è un voto eroico: uno schiaffo all’egoismo di Angela Merkel e alla fallimentare gestione della Unione europea. I popoli europei cominciano a smascherare la grande menzogna dei tecnocrati di Bruxelles – dice il il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni – Diranno che è populismo ma è solo ribellione alla schiavitù e chi ama l’Europa dei popoli e delle Patrie si sente un po’ greco. Saremo tutti greci anche quando bisognerà impedire ai tecnocrati, alla Germania e ai governi fantoccio della Germania di mettere in atto misure per punire il voto di Atene». Un vecchio adagio comunista, aggiunge Meloni, «dice “colpirne uno per educarne 100”: siamo sicuri che la cupola che governa l’Europa farà carte false per mettere in ginocchio la Grecia e adesso sarà compito di tutti i popoli europei di impedire che questo accada. Intanto mi rivolgo a Renzi: basta inchini alla Merkel, pensa all’Italia e al popolo italiano. Come abbiamo annunciato  chiediamo al governo un decreto legge d’urgenza immediato per consentire per legge di bloccare al livello attuale i tassi di interesse di prestiti e mutui e mettere al riparo dai rischi di un possibile contraccolpo finanziario le famiglie e le imprese italiane».

Referendum, Gasparri: se avessero ascoltato Berlusconi…

Critico Maurizio Gasparri: «La credibilità del referendum greco è quella che è. L’esito non cambia nulla. Non può pagare l’Italia l’Iva del barcaiolo greco pari alla metà dell’Iva del barcaiolo italiano. Nè possiamo pagare noi le baby pensioni di sfaccendati di altri paesi. Se gli ottusi di Bruxelles e Berlino avessero dato ascolto anni fa a Berlusconi avremmo chiuso prima la vertenza, con costi più bassi e senza un governo barzelletta ad Atene». Per il senatore di Forza Italia «il futuro dell’Europa non lo può dettare la Merkel, ma nemmeno il sosia di Checco Zalone che afferma di essere ministro greco. Vale più il nostro attore al botteghino che un Varoufakis a un tavolo di trattativa. L’Europa va rifondata ma senza imbroglioni in circolazione. Patetici in questo contesto alcuni italici figuranti simili a quei turisti felici di farsi fotografare davanti al relitto della Concordia quando giaceva al Giglio». Renato Brunetta, dal canto suo, osserva che «in Grecia ha vinto la democrazia e adesso in Europa nulla sarà più come prima».

Salvini: se hanno votato i greci lo facciano pure gli italiani

Per Matteo Salvini «è un siluro di dimensioni ciclopiche. Un ceffone a tutti gli europirla che ci hanno portato alla fame». Intervistato dal Corriere della Sera, il segretario della Lega  afferma che «adesso se in Europa ci sono persone normali, si ferma tutto. Niente convocazione a Strasburgo: ci si ferma, si riprendono in mano tutti i trattati, e si riscrivono daccapo. Se invece faranno finta di niente, guerra sia. Se i greci, nonostante siano mantenuti, hanno avuto il coraggio e la dignità di votare “no”, fate votare anche gli italiani. Che, invece, con l’euro continuano a rimetterci. Tutte le ultime elezioni nell’Unione sono state assolutamente salutari. Dalla Spagna alla Polonia, dalla Danimarca alla Finlandia. Ovunque si sia democraticamente votato, le sfumature potranno essere state diverse, ma il voto è stato identico: basta ai diktat. Basta alla disoccupazione. Sì al lavoro». Massimiliano Fedriga, capogruppo leghista alla Camera avverte: «Ora Tsipras però non pensi di usare i soldi dei cittadini del nostro paese (regalati da Monti e dal Pd per salvare le banche francesi e tedesche esposte con lo stato ellenico) impunemente. La storia dei rapporti tra Grecia ed Europa unisce due torti: quello drammatico del continente che, per scelte nefaste che hanno tutelato solo le banche, ha ridotto alla fame milioni e milioni di cittadini – e complici di questo sono i vari Monti, Letta e Renzi – ma anche i torti di Atene che ha vissuto sopra le sue possibilità per decenni, sperperando risorse su risorse e falsificando i conti. Questo referendum rappresenta però un colpo violento all’euro-follia e ciò non può che essere positivo». L’Ncd, dal canto suo, fino all’ultimo ha sperato nella vittoria del “sì”.  Per Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo Centrodestra, ora con la  vittoria di Tsipras : «Ancor più bisognerà prendere atto che l’Europa non può essere solo una moneta e che serve una Unione a due velocità, con un nucleo solido e solidale che sappia darsi un potere politico condiviso. Nessun processo di unificazione ha mai potuto fare a meno della politica».