Grecia, intesa più lontana. Il tedesco Schaeuble: «Non ci fidiamo di Tsipras»

Accordo Grecia-Ue, indietro tutta. Dopo l’iniziale ottimismo sulla possibilità di pervenire ad un’intesa tra Atene e Bruxelles che aveva contagiato positivamente anche le Borse europee, arriva puntuale la doccia gelata che rischia di spegnere sul nascere ogni fiammella di speranza. Infatti, dopo una prima valutazione delle proposte di riforma greche da parte della cosiddetta Troika  – Commissione Ue, Bce e Fmi –  che le ha giudicate alla stregua di una base «per negoziare un programma Esm (fondo salva-Stati, ndr)», la parola  passa all’Eurogruppo.

La Grecia nel mirino di tedeschi ed Eurogruppo

Proprio qui gli spiragli per una soluzione rapida e soddisfacente prendono a restringersi. Lo fa capire molto chiaramente lo stesso Jeroen Dijsselbloem, che dell’Eurogruppo è il presidente. «Sarà un incontro abbastanza difficile – annuncia -, ancora non ci siamo, ci sono molte critiche alle proposte greche sulla sostanza e un grosso problema di fiducia». Dijsselbloem ha spiegato che il governo Tsipras deve «mostrare grande impegno per ricostruire la fiducia». Ancora più severo il giudizio del “falco”, Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco e da sempre sostenitore del rigore di bilancio. L’eloquio di Schaeuble non prevede giri di parole. A suo giudizio, infatti, i negoziati saranno «incredibilmente difficili» perché le cifre delle proposte greche (riforme per un risparmio stimato in 12 miliardi di euro) «non sono credibili». Ha quindi ribadito che un alleggerimento del debito «non è previsto dai Trattati», per poi aggiungere una poche parole, che hanno il sapore di un epitaffio sugli sforzi fin qui prodotti per arrivare ad un’intesa: «Non vedo come potremo raggiungere facilmente un accordo: il governo greco ha fatto di tutto per minare la fiducia». Che le parole di Schaeuble rispecchino fedelmente le idee della  Merkel è tutto da dimostrare. Anzi, fonti europee accrediterebbero addirittura una clamorosa spaccatura tra la Cancelliera ed il suo ministro.

I “falchi” del Nord-Europa non credono alle riforme promesse da Atene

Comunque sia, a Bruxelles la confusione è tanta. Ne risente persino l’inossidabile asse franc0-tedesco, come dimostrano le parole di incoraggiamento spese dal commissario Ue, il francese Pierre Moscovici, in favore dell’intesa. Moscovici vede nel voto del Parlamento di Atene «il segno di un impegno». Per Schaeuble, invece, è solo il solito imbroglio greco. Il problema è capire chi, tra il ministro tedesco e il commissario francese, è l’interprete del vero pensiero di frau Merkel.