Grecia, i duri di Syriza contestano Tsipras: Atene al collasso

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha lanciato un appello ai deputati del suo partito Syriza esortandoli ad appoggiare un accordo con i creditori del Paese per ottenere un terzo piano di salvataggio in cambio di riforme e ribadendo che il partito al governo “non ha alcun mandato per una Grexit”. “Ci troviamo di fronte a decisioni cruciali”, ha detto Tsipras, citato da media locali, parlando ai deputati del suo partito. “Abbiamo un mandato per ottenere un accordo migliore rispetto l’ultimatum che l‘Eurogruppo ci aveva posto, non abbiamo un mandato per portare la Grecia fuori dalla zona euro”, ha aggiunto Tsipras il quale ha concluso affermando che “o andremo avanti tutti insieme o cadremo tutti insieme”.

Grecia, rivolta dell’ala radicale di Syriza

L’appello del premier di Atene viene dopo una notte concitata, con alcuni parlamentari del suo partito che non hanno digerito le proposte che Tsipras ha portato al tavolo di Bruxelles dopo il referendum. A protestare è, soprattutto, l’ala radicale di Syriza che minaccia la scissione. A far saltare i nervi nel partito sono state soprattutto i tagli annunciati ai sussidi agricoli e l’Iva sui medicinali. Si tratta, peraltro, di misure contenute nel piano Juncker, giudicate dai duri e puri con il fumo negli occhi.

Grecia, corsa contro il tempo di Tsipras

Accolto con entusiasmo dai parlamentari di sinistra a Strasburgo, salutato come una star per aver “piegato” l’Europa dei tecnocrati , Tsipras si trova ora alle prese con il rischio scissione nel suo partito e con l’alleanza di governo che scricchiola. Oltre la contestazione aperta dell’ala radicale del partito, ci sono problemi anche con Kammenos, leader di Anel, il partito di destra alleato di governo, che non ne vuol sapere dei tagli alla difesa. Intanto i tempi si stringono. Non solo perché le Cancellerie europee premono per risolvere il caso Grecia entro domenica e vogliono essere rassicurate sugli impegni da onorare da parte del governo di Atene, ma anche perché il pacchetto di riforme dovrà essere approvato entro sabato mattina, per consentire a Tsipras di presentarsi il giorno dopo al summit di Bruxelles con in tasca la patente di leader affidabile.