Grecia vuole 50 miliardi dall’UE, ma promette: basta con le baby pensioni

Ieri il neoministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, ha inviato la richiesta al fondo salva-Stati Esm per un nuovo programma di aiuti e oggi si è impegnato a presentare le riforme e gli aggiustamenti per incassarli, in primo luogo nell’ambito del fisco e delle pensioni. Secondo un rapporto del 26 giugno del Fmi, in questo lasso di tempo, ossia tra ottobre del 2015 e dicembre del 2018, la Grecia avrà bisogno di 51,9 miliardi di euro per sopravvivere, che oltretutto non tengono ancora conto, si legge nella premessa, «della chiusura delle banche, del controllo dei capitali e dei debiti arretrati accumulati dopo quella data».

Il disastro greco ha solo due alternative: default o salvataggio

Secondo “Il sole 24 Ore”, durante un intervento al Parlamento europeo, il pre mier Alexis Tsipras si è impegnato a proporre «riforme credibili» e ha promesso che affronterà, ad esempio, il nodo delle baby-pensioni. Il sistema previdenziale greco è stato riformato nel 2010 e 2012, ma prevede ancora talmente tante eccezioni che tre quarti dei lavoratori greci riescono ancora ad andare in pensione prima dei 61 anni.

Tsipras ha promesso che la Grecia riformerà le sue scandalose baby pensioni

Intanto, un’autorevole fonte bancaria rivela che gli istituti di credito greci «potrebbero rimanere chiusi per settimane». Il governo, ieri, ha confermato ufficialmente che non riapriranno nei prossimi giorni, ma secondo la fonte «non potranno riaprire neanche nel caso di un accordo al vertice europeo di domenica», dunque neanche lunedì. Il rischio di una inesorabile, totale paralisi dell’economia «è enorme» aggiunge.

Banche chiuse in Grecia non si sa fino a  quando

Il timore è che se aprissero le banche già la prossima settimana, i greci potrebbero ancora precipitarsi a svuotare le banche delle ultime riserve nei depositi. L’ipotesi è che riapriranno al più presto quando il quadro sarà chiaro, ossia dopo che l’eventuale pac chetto sarà passato attraverso il Parlamento greco e gli altri Parlamenti europei e la prospettiva di un finanziamento per i prossimi tré anni solida. E, in ogni caso, l’idea è che la riapertura sia graduale. Ai clienti verrebbe consentito sulle prime di svolgere soltanto alcune operazioni (ad esempio richiedere una carta di credito o depositare denaro). Il sistema bancario greco è ormai al collasso.