Grasso si fa paladino delle intercettazioni e dei matrimoni gay

«Le intercettazioni, lo dico da sempre, sono un mezzo di indagine irrinunciabile e indispensabile che non va in alcun modo limitato». Non ha dubbi, Pietro Grasso, durante la cerimonia del Ventaglio, sulla necessità di tutelare le spiate telefoniche: «Si potrebbe regolare meglio la gestione delle intercettazioni attraverso un’udienza filtro che mantenga solo quelle utili al processo», ammette il presidente del Senato, che invece sollecita una rapida approvazione della legge sulla diffamazione, “la cui gestazione è stata finora troppo lunga e complicata”.  Il provvedimento sulla diffamazione “è appena tornato in Senato – spiega il presidente Grasso – dopo l’approvazione con modifiche della Camera dei Deputati: essendo così atteso credo che anche questo “Godot” arriverà presto, ed è giusto che sia così, pur non soddisfacendo in pieno gli standard della legislazione europea in merito”. Grasso ricorda inoltre che l’urgenza all’approvazione del provvedimento è determinata anche dalle condanne nei confronti dei giornalisti. «Da una prima ricognizione dell’Associazione “Ossigeno” – afferma – sulle condanne comminate ai giornalisti per il reato di diffamazione risultano, negli ultimi quattro anni, trenta giornalisti condannati a pene detentive per un totale di 17 anni di carcere».

Grasso paladino della coppie gay

Ma la vera battaglia popolare che Grasso lancia, nel segno della facile demagogia, è quella sui matrimoni gay: «Serve una legge. Non posso non sottolineare con forza il ritardo accumulato negli anni, dice in riferimento al ddl sule Unioni civili. «Ormai sia giunto il tempo per riconoscere piena cittadinanza ai diritti delle coppie omosessuali, prendendo atto e regolando la realtà sociale del nostro Paese. La prima sentenza della Corte Costituzionale risale al 2010, – spiega Grasso – e già rilevava la necessità che il Parlamento intervenisse sul tema con urgenza. Allargare il campo dei diritti non tocca in alcun modo chi di quei diritti può già godere, – conclude – ma cambia la vita a chi li vede riconosciuti. Qualsiasi unione tenuta insieme dall’affetto, dalla solidarietà e dalla condivisione di un progetto comune, merita di essere tutelata. Non posso non sottolineare con forza il ritardo accumulato negli anni». Quindi, alla luce dei ritardi, anche secondo Grasso la priorità degli italiani è quella. Ma farsi un giro per strada per parlare con la gente, no?