Giallo sulle intercettazioni di Crocetta. Un’altra Procura smentisce l’Espresso

«L’intercettazione tra Crocetta e Tutino non è agli atti della Procura di Caltanissetta. Se avessimo un’indagine su Tutino e quella conversazione, lo sapremmo». Lo ha detto il procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, sulla possibile presenza in inchieste di altre Procure della conversazione tra Rosario Crocetta e il medico Matteo Tutino. «Posso pensare – ha proseguito Lari -, ma è solo una mia ipotesi, che quella intercettazione, posto che esista, possa essere stata captata in maniera illegale. In questo caso, ovviamente, il giornalista ha il dovere di capire se è così, anche se non è facile». L’ipotesi che l’intercettazione possa essere contenuta in atti di inchiesta di altre procure è apparsa su alcuni organi di stampa ed è stata rilanciata – con una battuta – dall’avvocato Vincenzo Lo Re, legale del presidente della Regione siciliana.

Il legale di Crocetta sfida a tirare fuori l’intercettazione

In conferenza stampa a Palermo Lo Re ha parlato di «giornalismo a orologeria» perché i giornalisti del settimanale «hanno detto di essere in possesso da tempo di questa intercettazione e di averla ascoltata quindi se la notizia è cominciata a circolare il 29 giugno, dopo l’arresto di Tutino, mi stupisce che il settimanale non l’abbia pubblicata il 4 luglio o l’11 di luglio ma abbia aspettato il 18 di luglio per pubblicarla in coincidenza con le commemorazioni di Borsellino che dovevano essere un momento di silenzio e di riflessione. È evidente che si voleva mettere in difficoltà Crocetta». La Direzione del settimanale replica all’azione risarcitoria annunciata dal legale di Crocetta con una nota: «La causa annunciata dai legali di Rosario Crocetta può diventare l’occasione processuale per comprovare la piena correttezza del comportamento dell’Espresso e per fare definitiva chiarezza su quanto è avvenuto». Da parte sua, il governatore siciliano, intervistato da Sky tg24 sulla presunta intercettazione tra lui e il suo medico ha raccontato del suo rapporto con l’assessore Borsellino, figlia di Paolo. «A Lucia – ha detto Crocetta – ho mandato un sms scrivendole “non ti ho mai tradito, nei fatti, non ti tradisco e non ti tradirò mai”, perché io so quello che ha vissuto. L’ho condiviso con lei, condividendo con lei ogni scelta, e lo sto vivendo ancora di più in questo momento».