George Osborne: ritratto del nuovo conservatorismo post Cameron

Prima con la valigetta rossa che racchiudeva la manovra di bilancio per colmare il deficit, poi con il casco giallo da operaio per promuovere la costruzione di 500.000 nuove case nella capitale affamata di alloggi. E’ il momento del 44enne George Osborne, il Cancelliere dello Scacchiere, onnipresente sui giornali inglesi. Ed è l’inizio di una lunga campagna per la leadership Tory, dopo l’annuncio di Cameron che non correrà nel 2020. In sei anni il Cancelliere dell’austerità ne ha fatta di strada. Se nel 2012 fu fischiato ai Giochi Paralimpici (dopo aver tagliato i fondi ai disabili) e incoronato dai sondaggi ministro più odiato, l’altro ieri alla Camera dei Comuni Ricetta Osbome per il nuovo conservatorismo ha ricevuto un tifo da stadio dai compagni di partito, in piedi, pugni in aria, a gridare «Sì! Sì!», con i laburisti quasi ammutoliti.

L’austerità di Osborne in Gran Bretagna ha funzionato. Ed è pure vincente

“L’agenzia di scommesse Ladbrokes – ricorda “Il Corriere della Sera” – lo da testa a testa per la successione con il carismatico sindaco di Londra Boris Johnson (che ai Giochi Olimpici aveva ricevuto una standing ovation). Osborne è riuscito a spiazzare tutti: il suo bilancio «puramente conservatore» (il primo di maggioranza Tory in 19 anni) in realtà non attinge solo al thatcherismo ma ruba anche idee ai laburisti: da una parte sono previsti tagli radicali di 12 miliardi di sterline al welfare (che colpiscono i benefici fiscali per i più poveri), dall’altra la sorpresa è l’aumento del salario minimo da 6,5 a 9 sterline entro il 2020 (la sinistra che proponeva 8 sterline alle ultime elezioni).

Il nuovo Cameron è già pronto. Il futuro inglese è a destra

Osborne ha “un programma che indica l’ambizione di spostarsi dal no al 10 di Downing Street e insieme di colonizzare il centro ai danni dei laburisti. «E’ un budget per i lavoratori», ha proclamato Osbome. Ma il think tank «Institute for Fiscal Studies» avverte: l’aumento in busta paga non basta a compensare i tagli per i più poveri e potrebbe bruciare tanti posti di lavoro”