Gender, il sindaco di Venezia: basta attacchi ideologici, vado avanti

Gender sì, gender no. È l’ultima puntata di una polemica serrata che ha visto il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, messo all’indice dalla sinistra per aver osato ritirare dalle scuole decine di volumi ispirati alla teoria gender. Il primo cittadino della Laguna non ci sta e denuncia «la polemica», parla di «una speculazione culturale che non ci intimorisce» e spiega le ragioni che hanno portato al ritiro dei volumi, garantendo che alcuni dei titoli verranno certamente ridistribuiti nelle scuole mentre tutti saranno consultabili per gli adulti nelle biblioteche.

Il gender a scuola

Si tratta di 49 i titoli, 1098 i libri acquistati per 10 mila euro di spesa dalla precedente giunta Orsoni. I libri arrivarono nel 2014 nelle biblioteche delle scuole (nidi e infanzia), a libero uso dei 78 educatori che avevano seguito un corso contro gli stereotipi sessuali, religiosi e di nazionalità di origine. La notizia del ritiro dei 49 titoli (molti dei quali favole con protagonisti omosessuali)  aveva scatenato nei giorni scorsi l’attacco dell’ex assessore della Giunta Orsoni  che ha accusato di «omofobia» il sindaco e promosso sul web la protesta.

In biblioteca per gli adulti

«Non potendo avere una visione completa ed esaustiva della questione», dice Brugnaro, illustrando le ragioni di un provvedimento che in questi giorni ha scatenato un putiferio, «si è preferito ritirare tutti i libri distribuiti dalla precedente amministrazione in modo da poter verificare serenamente e con piena cognizione di causa quali siano, e soprattutto quali non siano, adatti a bambini in età prescolare». Il vizio di fondo – spiega – «è stata l’arroganza culturale con cui una visione personalistica della società è stata introdotta nei nidi e nelle scuole per l’infanzia unilateralmente, in forma scritta e senza chiedere niente a nessuno, in particolar modo alle famiglie. I genitori dei piccoli devono, invece, avere voce in capitolo su aspetti determinanti che riguardano l’educazione dei loro figli e non esserne aprioristicamente esclusi».  Del resto i libri ispirati alla teoria gender potranno essere liberamente consultati da parte degli adulti nelle biblioteche. «Molti libri – è costretto a giustificarsi Brugnaro –  che trattano i temi legati alla discriminazione fisica, religiosa e razziale, sono notoriamente straordinari e verranno certamente ridistribuiti, come ad esempio le opere di Leo Lionni Piccolo blu e piccolo giallo e Guizzino». Le riserve riguardano, invece, alcuni testi come Piccolo uovo di Francesca Pardi o Jean a deus mamans di Ophelie Texier.