Gasparri: «Sul ddl Rai più poteri al cda oppure votiamo contro»

«Siamo orientati a un voto contrario al ddl, qualora non vengano introdotte modifiche per un più equilibrato rapporto tra consiglio di amministrazione e ad, perché il servizio pubblico non può essere subordinato al controllo governativo. Insisteremo perché rimanga la centralità del consiglio di amministrazione». Così il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, primo firmatario di un’ottantina dei 101 emendamenti depositati da Forza Italia al ddl Rai, in vista dell’esame all’Aula del Senato. «Il nostro – dice l’esponente di Forza Italia – non è un atteggiamento ostruzionistico, ma attento al merito. L’impianto della legge Gasparri resta in piedi. È una parziale riforma su un articolo, ma il resto della legge resta invariato, anche nella parte relativa alla privatizzazione. Riteniamo però che la centralità del Parlamento sia un profilo non aggirabile, poiché le sentenze della Consulta sono chiare e univoche».

Gasparri: «Sul ddl Rai serve un chiarimento in aula»

«In questo senso – prosegue il senatore – alcune modifiche su mia proposta sono state introdotte in Commissione: dal presidente di garanzia che ribadisce il ruolo della Vigilanza, ai poteri del cda che devono fornire pareri obbligatori. Ora noi non abbiamo presentato una quantità di emendamenti dal sapore ostruzionistico, puntiamo però all’approvazione di 10-15 emendamenti importanti». «Vogliamo ad esempio che il cda esprima un parere vincolante su tutte le nomine editoriali», sottolinea Gasparri, spiegando che ciò dovrebbe avvenire a prescindere dal fatto che tale parere sia dato con i due terzi dei voti, come previsto dal testo uscito dalla Commissione. Quanto alla delega al governo sulla riforma del testo unico di settore, afferma l’ex ministro delle Comunicazioni, «occorre un chiarimento in Aula: ci sono aspetti ordinamentali che non possono essere superati. Per le deleghe ci sono paletti e limiti che vanno rispettati».