Fotografa di nascosto 5mila slip di donne milanesi. Per i giudici è innocente

Cinquemila e passa fotografie “rubate” alle donne, con lo scatto galeotto sotto le gonne di signore e signorine che transitavano per la stazione di Milano. Ma il 20 agosto del 2013 il foto-maniaco fu beccato da una guardia giurata. E si giustificò così: «Ho una passione per il cinema neorealista». Un novello Vittorio De Sica? Invece che ladri di biciclette, ladri di mutandine? In effetti, l’attività dell’uomo era molto, molto realista, come l’intimo delle donne conservato nel suo archivio e rubate a bordo di treni, tram, bus e metrò. Condannato? No, assolto.

Per i giudici non c’è reato

Per il Tribunale di Milano lo scatto rubato non è reato: “Se le donne erano ignare di quanto stava loro capitando non è dimostrabile alcun danno alla loro persona”, è la motivazione della sentenza. Secondo il Corriere della Sera, la violazione del trattamento dei dati personali esiste solo se c’è un danno e in questo caso il fatto che le donne siano rimaste completamente ignare di essere filmate, unito all’impossibilitata loro identificazione, «induce a ritenere non provato il nocumento arrecato dalla condotta» del fotografo occulto. Dunque, l’uomo è stato assolto per quelle ipotesi di reato. Ma è stato condannato a 2 anni e 10 mesi per la detenzione di immagini pedopornografiche e di munizioni illegali trovategli a casa. Almeno su quello, è stata fatta giustizia.