Fiumicino, è sempre caos. E Delrio convoca i vertici di Enac e Adr

Fiumicino, continua l’odissea di molti passeggeri nonostante i comunicati “rassicuranti” dell’emac. La situazione è seria. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Del Rio incontrerà i vertici di Enac e di Adr sul caso Fiumicino martedì prossimo 4 agosto. L’incontro del ministro sarà con Alessio Quaranta e Vito Riggio, direttore generale e presidente dell’Enac e con l’ad ed il presidente di Adr, Lorenzo Lo Presti e Fabrizio Palenzona. Il tutto per verificare la ricaduta degli eventi sulla gestione dell’aeroporto e l’assistenza fornita ai passeggeri.

Il caos di Fiumicino è ben rapporesebtato dall’odissea vissuta da un gruppo di giovani partiti da barcellona e diretti a Catania. Sono nell’aeroporto di Fiumicino da tre giorni, “accampati come profughi” in attesa di capire se le ultime informazioni sul loro ritorno a casa stavolta sono attendibili. E intanto aiutano donne incinte e gente sulle sedie a rotelle, in attesa come loro. “Siamo arrivati la sera del 29 luglio, poche ore dopo l’incendio che c’era stato a Fiumicino – spiega Emanuele, 18 anni – Eravamo in 16 e ci avevano detto inizialmente che saremmo ripartiti, a causa di un ritardo, il 30 all’1,40 di notte, poi hanno ancora spostato l’orario e infine lo hanno annullato. Molti di noi hanno preso dei pullman per raggiungere Catania, noi invece siamo rimasti in 5 ragazzi”. Emanuele, Sabrina, Sebastiano ed altri amici hanno dormito la prima notte in aeroporto, ma dopo aver capito che la loro permanenza a Fiumicino si sarebbe allungata di molte ore hanno deciso la seconda notte di andare in un albergo nelle vicinanze. “L’unica cosa che la compagnia Vueling si è degnata di fare è stata pagarci un cornetto e un cappuccino, ma ora ci siamo attivati per una denuncia”, dicono e spiegano che in questi giorni di disagio a Fiumicino, solo davanti agli sportelli di Vueling c’erano circa 500 persone in attesa tra diversi voli cancellati. “Abbiamo visto gente – racconta Sebastiano – che piangeva, donne in gravidanza, bambini sdraiati in terra e c’era persino una ragazza con la gamba rotta che necessitava della sedia a rotelle e ha dovuto aspettare due ore in aereo prima di scendere, perché non arrivava l’assistenza a terra. Le abbiamo fatto compagnia e l’abbaino portata in giro per l’aeroporto per riuscire a farla distrarre”. I ragazzi sperano ora di partire in serata. “Il fatto che una compagnia sia low cost non giustifica tre giorni di ritardo – aggiunge Sabrina – dovevano garantirci almeno il pernottamento e invece abbiamo speso oltre cento euro a testa”. I giovani restano stesi in terra da ore ad osservare file interminabili di passeggeri in attesa di imbarcarsi, tra “operatori confusi e caos”. “Qui – spiegano ancora – c’è gente che si è persino ammalata perché la situazione ha costretto probabilmente l’aeroporto a tenere accesa al massimo l’aria condizionata”. “Eravamo a Barcellona – dicono esausti – ma ora ci sembra di non essere arrivati in Italia, ma in un paese con servizi da Terzo mondo”. Ogni  commento è superfluo.