Fiumicino, il rogo è doloso. E Renzi telefona infuriato ad Alfano

Fiumicino, l’incendio è stato provocato da qualcuno. “Le fiamme si sarebbero propagate da 2-3 punti diversi, anche lontani tra di loro, il che farebbe pensare a una probabile origine dolosa dell’incendio”: così  dice il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino. L’ incendio di sterpaglie che si è sviluppato intorno alle 13 in una pineta nei pressi dell’aeroporto, lato Focene,ha provocato  disagi sul traffico aereo a causa di una colonna di fumo che ha invaso la pista. Fonti Enac riferiscono che l’aeroporto, dopo il blocco di tutti i decolli, è lentamente all’operatività. Lo scalo di Fiumicino, dalle 15.45, ha ripreso progressivamente a  operare con flussi ritardati per non interferire con i mezzi aerei utilizzati per le operazioni di spegnimento dell’incendio. La società di gestione dello scalo di Fiumicino, Aeroporti di Roma, sottolinea l’Ente, “è al lavoro per ripulire le piste dai detriti dell’incendio, mentre personale della società è presente in aerostazione per fornire informazioni ai passeggeri dei voli coinvolti nei ritardi”. I voli in partenza, rileva l’Enac, sono stati interdetti in quanto la pista 2 è stata chiusa dalle ore 14.20 alle ore 15.45. La pista 3, quella solitamente dedicata agli atterraggi, è sempre stata operativa. La pista 1, invece, è rimasta chiusa per consentire le attività di spegnimento dell’incendio. Gravi i disagi per i passeggeri. “Siamo rimasti bloccati in aereo da quasi due ore”, ha detto all’Adnkronos una passeggera, “prigionieri”  su un volo diretto a Milano. Secondo la donna ci sarebbero stati “almeno altri dieci voli nelle stesse condizioni”. Nel tardo pomeriggio è poi scoppiato il caso politico.  Matteo Renzi ha chiamato, secondo fonti di Palazzo Chigi, Angelino Alfano, per avere informazioni ed avere immediata verifica da parte delle forze dell’ordine sulla situazione dell’aeroporto di Fiumicino. Adesso basta, è il ragionamento del premier, è impensabile che il principale hub italiano sia in balia di incidenti o peggio di malintenzionati.