Fitto: “Rivogliamo i voti persi da Forza Italia e Alleanza Nazionale”

«Il nostro movimento nasce per stare mori dai cortili di Camera e Senato. Stiamo lontani dai patti del Na2areno futuri così come siamo stati lontani da quelli del passato. E non abbiamo nulla a che vedere ne con il mercato di senatori ne tantomeno con la contabilità dei transfughi». Ancora ventiquattr’ore e Raffaele Fitto solleverà il sipario sul suo movimento. Dopo mesi scanditi prima dalla rottura con Forza Italia poi dalla nascita di un gruppo autonomo a Palazzo Madama, l’ex ministro presenta «Conservatori e riformisti». Forte di un ancoraggio europeo ai conservatori che non stanno nel Ppe, e con in tasca un rapporto privilegiato con i britannici di David Cameron, la «cosa» fittiana potrebbe avere come simbolo un leone, simbolo della pattuglia a Bruxelles. O, in subordine, l’albero che sta nel simbolo del conservatori d’oltremanica, si legge su “Il Corriere della Sera”.

Fitto: “Sulla politica Berlusconi, di fatto, non esiste più”

«Berlusconi si è chiuso in una gabbia di rancore. Mi creda, lo dico col rammarico di chi continua a provare affetto per lui nonostante tutte le cattiverie che mi sono state riservate». E sulla politica? «Sulla politica Berlusconi, di fatto, non esiste più. E dire che avrebbe potuto uscire di scena agevolando un ricambio, cosa da cui si è tenuto ben lontano… Il risultato è che ora c’è un centrodestra che non ha più respiro, chiuso in una ridotta minoritaria, in cui Matteo Salvini può agevolmente fare la voce grossa e giocare la sua partita personale».

Fitto punta al popolo delle partite IVA e a chi produce

« C’è un intero blocco sociale, che un tempo votava per Forza Italia o per Alleanza nazionale, che adesso si tiene ben distante dalle urne. Noi puntiamo a riprendere quei voti. Voti di partite Iva, di artigiani, di piccoli imprenditori, di professionisti. Un elettorato, insomma, che il Berlusconi di oggi non può più riportare a casa». E voi sì? «Noi lavoreremo per questo. Gliel’ho detto, abbiamo già iniziato a mettere il naso fuori dai cortili del Parlamento. E proprio per questo non siamo per nulla interessati ne ai giochetti di palazzo di Matteo Renzi, ne a quelli di altri».