A Strasburgo Salvini ringrazia Tsipras, Forza Italia arruola Totò: “E io pago”

“Ringrazio Tsipras ed il popolo greco e i cittadini che hanno scelto con coraggio di uscire da questa gabbia” dove c’è gente “a cui fa schifo la democrazia” e “parla male del referendum” perché quando il “popolo sceglie, boccia queste scelte idiote”, così il leader della Lega nord Matteo Salvini nel suo intervento all’Europarlamento. Tuttavia dice Salvini, “gli rimprovero di non andare fino infondo” ma ha il merito di aver mostrato “che il re è nudo”. Ricorrono, invece, alla gang di Totò gli eurodeputati di Forza Italia e di Area Popolare. Il Principe della risata viene “arruolato” per esprimere la contrarietà alla linea politica del premier greco Alexis Tsipras. Durante la plenaria, espongono un cartello con l’immagine di Tsipras e la scritta “Oxi”, il no greco. E sotto, nello stesso cartello, la foto della risata di Totò con la celebre frase “E io pago”.

Europarlamento, la posizione di Salvini

Più articolata, invece, la posizione espressa in una nota sulla crisi Greca dal capogruppo forzista alla Camera ,Renato Brunetta. “L’Europa ha mostrato di aver dimenticato il sogno che l’ha generata come comunità di Stati. Senza unità politica in prospettiva federale l’Europa muore e trascinerà con sé nell’abisso le nazioni che la costituiscono”, afferma Brunetta, sottolineando che “si deve presto affrontare la necessaria revisione di trattati e regole, in chiave di democrazia sostanziale, percepita come tale dai popoli. Salvare la Grecia e cambiare l’Europa sono due facce della stessa medaglia”. Il capogruppo di Fi ricorda che già nel 2013 da uno studio del Fmi era emerso che “le politiche di austerità e di rigore fiscale adottate nell’eurozona negli anni della crisi avevano avuto effetti (negativi) sulla crescita maggiori del previsto/del normale”.

Forza Italia e la frase di Totò “E io pago”

Inoltre, “secondo le analisi di confronto internazionale svolte dal Fondo, alcuni errori di previsione della crescita, effettuati negli ultimi anni da quasi tutti gli enti preposti a tali stime, indicano la presenza di una sistematica sottovalutazione dell’impatto delle misure di rigore sulla crescita economica. In base ai risultati presentati, i moltiplicatori effettivi sperimentati nei paesi avanzati nel periodo della crisi sono da 2 a 3 volte maggiori di quelli abitualmente utilizzati nelle analisi economiche. Ciò implica che per ogni punto percentuale di Pil di contenimento del disavanzo (al netto degli effetti del ciclo economico), la crescita economica di breve termine si riduce oggi di più di 1,5 punti percentuali, rispetto alla contrazione di mezzo punto percentuale che si registrava negli anni precedenti la crisi”.